Se qualcuno pensa di conoscere tutto su Fabrizio De Andrè, dovrà ricredersi: la mostra all'Ara Pacis fino al 10 maggio riserva "molte sorprese" sulla vita, la musica e le passioni di Faber.
Parola di Dori Ghezzi - compagna di vita dell'artista - che a Roma ha presentato 'Fabrizio De Andrè. La mostrà, rallegrandosi che l'esposizione avvenga in parallelo con quella appena aperta di Caravaggio alle Scuderie: "una casualità molto giusta. Entrambi hanno scavato nella vita e nei suoi
personaggi". La mostra è una narrazione virtuale, multimediale e interattiva (ideata da Studio Azzurro) nella quale ogni
spettatore - promettono i curatori, Vittorio Bo, Guido Harari e Vincenzo Mollica - può mettersi in relazione con l'universo dell'artista. La rassegna - promossa dall'assessorato alle politiche culturali del Comune di Roma, dalla sovraintendenza ai beni culturali, dalla Fondazione De Andrè, da quella di Genova Palazzo Ducale e da Zetema - affronta i grandi temi della visione di De Andrè: la società del benessere e il boom economico anni '60, gli emarginati e i vinti, la libertà, l'anarchia e l'etica, gli scrittori e gli chansonnier, le donne e l'amore, la ricerca musicale e la linguistica. Suddivisa in quattro percorsi, la poetica, la musica, i personaggi/tarocchi delle canzoni ("quella che preferisco", dice Dori Ghezzi), la vita, la mostra arriva a Roma ad una settimana dai 70 anni che
De Andrè, morto nel 1999, avrebbe compiuto. "Non volevamo - spiega ancora Dori Ghezzi - una mostra statica, senza vita, ma che invece sapesse rappresentare anche l'aspetto ludico, circense e autoironico di Fabrizio. Lati ai quali teneva molto. Insomma qualche cosa che il pubblico proprio non si aspetta". Umberto Croppi (assessore alle politiche culturali) e Umberto Broccoli (sovrintendente ai ben culturali) insistono molto sull'accostamento tra le mostre su Faber e Caravaggio: "Mentre parlavo di Fabrizio e riascoltavo i testi delle sue canzoni - sottolinea il primo - mi sono venuti in mente i personaggi ritratti da Caravaggio: hanno entrambi pescato nei bassifondi della vita"; "senza togliere nulla alle altre - dice il secondo dopo aver esaltato la "tolleranza" come valore principe di De Andrè - le rassegne che oggi contano nella capitale, sono queste due. Una bella coincidenza". Guido Harari - fotografo di Faber - preferisce parlare invece di cosa avrebbe cantato oggi l'artista ("forse la rete") e di come si sarebbe espresso ("probabilmente su un blog, come il suo amico Grillo"), ma Dori Ghezzi non è d'accordo ("Fabrizio non era molto tecnologico").
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