Ci mancherebbe che un film de paura non mettesse paura. Sono gli horror film tipo Gianni e Pinotto contro Dracula e l’Uomo lupo che non mettono paura ma allegria. Si ride, invece di battere i denti o d’avere una crisi di panico, guardando L’esorciccio col grande Ciccio Ingrassia. Ma Paranormal Activity è un film de paura perfettamente riuscito e riduce in gelatina i coraggiosi. Persino persone notoriamente di fegato come Ignazio La Russa e Alessandra Mussolini, che adesso lo vorrebbero vietare ai minori, come la letteratura liberale e i libelli illuministi erano vietati ai popoli eternamente bambini sotto Duci e Papi Re e Padri dei popoli. Sandro Bondi, che evidentemente non ha visto il film, ma che non sfigurerebbe (con quella faccia grave e pallida, un po’ da famous monster hollywoodiano) se vi recitasse una particina, non crede alle crisi d’ansia, al vomito, alle allucinazioni e agli stati di choc che il film provocherebbe tra gli spettatori, specie i più giovani, e consiglia prudenza. Ma Mussolini e La Russa non si lasciano smontare dalle osservazioni pantofolaie d’un ministro dei beni culturali che somiglia allo Zio Fester della Famiglia Addams. Sono le mamme d’Italia, ha dichiarato l’On. Mussolini, le stesse madri che in altre epoche donarono le fedi nuziali alla patria, a chiedere il divieto del film ai minori, per loro natura fragili e impressionabili, piezz’e core, cocchi de mamma sua, povere creature che non sono altro. Amanti del quieto vivere, forse anche un po’ panciafichisti, questi ragazzi entrano nel cinema dove si proietta Paranormal Activity e non sanno cosa li aspetta. Credono che il film a bassissimo costo girato nel 2007 da Oren Peli, poi autore anche del fantascientifico e molto più costoso Area 51, sia una specie di sequel di Acchiappafantasmi, o un cartone rosa horror tipo Scooby Doo. Invece fa paura davvero. Tanto che, vedendolo, strabuzza gli occhi, sbianca, vomita, ha le palpitazioni e chiama la mamma persino chi non si lascia atterrire nemmeno dai racconti dell’orrore di Ciancimino jr, dalla “politica etica” di Romano Prodi, dalle occhiatacce di Tonino Di Pietro e dalle altre mostruosità che infestano la laguna nera della politica italiana.
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