2 settembre 2010 - 23:55

Giù le mani dall'Era Glaciale

Maurizio Bruni

Daria Bignardi

A proposito dell’indiscrezione televisiva di cui abbiamo scritto ieri – un possibile stop alla trasmissione "L’era glaciale" – crediamo sia necessario aggiungere qualche considerazione. Da sempre riteniamo che alla vecchia logica egemonica intesa come “occupazione” militare degli spazi e dei ruoli vada sostituita una strategia metapolitica che, in nome della libertà nella cultura, privilegi le idee alle persone e l’affermazione di nuove sensibilità ai posti e alle poltrone. Ed è proprio facendo riferimento a questo nostro punto fermo che ci schieriamo decisamente dalla parte di giornalisti, conduttori e creativi che a un’idea qualunquistica, anestetizzata e falsata della televisione replicano con la necessità di un altro modello, fondato invece sulla qualità e sulla capacità di rappresentazione della realtà. Caratteristiche, queste, che però non nascono automaticamente da come si è schierati nella dialettica politico-partitica. Si può aver votato per il Pdl e, nonostante ciò, essere subalterni ai vecchi schemi. Oppure, come molti "outing" stanno dimostrando – ultimo quello di Antonello Venditti di cui abbiamo scritto – riuscire a raccontare il nostro vissuto comune senza più cliché obbligati anche se si è orientati col centrosinistra. Invitiamo quindi tutti a leggere proprio l’ultimo libro di Daria Bignardi, "Non vi lascerò orfani", in cui la giornalista racconta la sua famiglia, che era di destra e cattolica: una mamma che era stata giovane italiana, un papà reduce dall’Africa orientale e guardia d’onore al Pantheon, entrambi nel ’46 votano per la monarchia. E una figlia che a un certo punto si schiera a sinistra. Ma che è oggi in grado di ammettere: «Figli di sessantottini ne ho frequentati solo da adulta, e allora ho capito che sono diversi da me. Figli della fine del ’900, e io dell’inizio: io cresciuta con il libro "Cuore", loro con Rodari». E conclude: «A me però la mia infanzia è piaciuta. C’era calore in quel caos di emozioni: non c’è stato un giorno della mia vita con i miei in cui non l’abbia sentito». Quanti giornalisti possono raccontarlo?

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commenti dei lettori

Posso solo manifestare tutta la mia solidarietà ed il mio rammarico,se ciò dovesse accadere,a una Persona che pur non conoscendo direttamente mi sembra,oltre chè un'ottima Professionista,estremamente positiva e solare.Auspico caldamente che non sia cancellato uno dei non molti aimè programmi validi dai palinsesti di una televisione sempre più squallida.Un cordiale saluto a tutti e alla Sig.ra Bignardi in particolare.

Il venerdi sera,per assistere all'Era Glaciale,i miei pochi amici hanno appuntamento a casa mia.Io vivo sola quindi da me e' piu' semplice organizzare.I ragazzi sono molto presi dagli ospiti politici,dibattono sulle loro risposte,si infervorano,suggeriscono domande come se Daria potesse sentirli. Noi ragazze invece siamo piu' attente a scrittori e intellettuali,ridiamo,ci commuoviamo,ogni tanto completiamo il tutto con un applauso! Il venerdi sera a casa mia e' festa. Lo so,la trasmissione inizia tardi,ma non manca mai nessuno,neanche i pochi che il sabato lavorano. Quello che voglio dire e' che ,bombardati da mille trasmissioni,se ne esiste una che entra cosi' profondamente nel tessuto delle nostre quotidianita' non e' un caso. E' perche' stimiamo Daria,le vogliamo bene come ad un'amica che non conosciamo ma di cui ci fidiamo,perche' la Bignardi,per noi e' onesta,cosi' come onesto e'stato il suo racconto di ''Non vi lascero' orfani'' Mi auguro che nessun progetto sconsiderato ci lasci senza "L'era Glaciale",noi ci sentiremmo defraudati e un po' piu' soli. Grazie.