Curarono l’otite del bambino con l’omeopatia, morto. Genitori condannati, medico a processo

6 Giu 2019 12:25 - di Redazione
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Sono stati condannati a tre mesi di carcere (pena sospesa) i genitori di Francesco, il bambino di Cagli (Pesaro Urbino) morto a 7 anni all’ospedale di Ancona per una otite batterica bilaterale curata con rimedi omeopatici e poi degenerata in una encefalite. La condanna è stata decisa oggi dal gup di Ancona Paola Moscaroli. L’accusa per i genitori del piccolo deceduto il 27 maggio 2017 è concorso in omicidio colposo aggravato. L’omeopata pesarese Massimiliano Mecozzi, al quale si erano rivolti i genitori di Francesco per le cure del figlio, è stato invece rinviato a giudizio (non ha fatto richiesta di riti alternativi): il processo si aprirà il 24 settembre. Alla lettura del dispositivo in aula presenti i genitori, difesi dall’avvocato Federico Gori. “La coppia è già provata da un fatto di una gravità assoluta come la perdita di un figlio, ora il loro stato d’animo è ulteriormente appesantito in quanto si imputa loro una responsabilità colposa”, spiega l’avvocato Gori all’Adnkronos. “Dovremmo capire bene quali sono gli elementi che il giudice ha ritenuto determinanti per arrivare alla condanna, tenendo conto che le consulenze tecniche di parte (Procura e imputati) escludevano qualsivoglia responsabilità dal punto di vista medico. Quindi attendiamo le motivazioni per capire quale sia stato il ragionamento seguito dal Gup ed eventualmente -con molta probabilità -ricorrere in appello”, aggiunge il difensore. “La percezione che abbiamo avuto è che questa vicenda travalichi il singolo caso, cioè il tema vero che il giudice dovrà affrontare è se questa medicina alternativa poteva avere efficacia, in ragione del fatto che i genitori del piccolo si sono affidati a un medico regolarmente iscritto all’ordine dei medici. E’ un caso che investe mille aspetti che vanno senz’altro approfonditi”, conclude Gori.

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