Salvini e Di Maio si “coccolano” i risparmiatori traditi e chiedono l’azzeramento di Bankitalia (video)

sabato 9 febbraio 12:32 - di Sara Gentile

Matteo Salvini e Luigi Di Maio incontrano a Vicenza i risparmiatori truffati dalle banche. E parte subito il siluro contro Bankitalia. «Chiediamo discontinuità e quindi non possiamo confermare le stesse persone che sono state nel direttorio di Bankitalia nel periodo in cui è successo quello per cui è oggi qui questa gente», ha detto il vicepremier Di Maio al suo arrivo dell’assemblea dei risparmiatori dell’associazione “Noi che credevamo alla BpVi”. A fargli eco Salvini: «Siamo qua perché chi doveva controllare non ha controllato, la Banca d’Italia e Consob andrebbero azzerati, e si offendono se cambiamo uno o due tizi. Azzerati. Dov’erano questi signori mentre questi mangiavano? Mi sembrava giusto essere qui: abbiamo messo in bilancio 1,5 miliardi e adesso si tratta di fare in modo che i risparmiatori li abbiamo rapidamente, sperando che da Bruxelles non arrivino rotture di scatole. Sono contento però che perché vedo che qui oggi tanta gente ha ripreso speranza».

Al suo arrivo Di Maio è stato contestato dai risparmiatori con fischi e urla (GUARDA VIDEO). Il Palazzetto dello sport è pieno oltre misura (1.200 quelli che sono riusciti a entrare), tanto che gli organizzatori sono stati costretti a lasciar fuori moltissimi ex azionisti.  L’assemblea degli ex soci della Popolare di Vicenza è iniziata con un momento di raccoglimento in ricordo delle vittime delle crisi bancarie.

«Abbiamo messo in legge di bilancio a dicembre i soldi, siamo al 9 di febbraio – ha poi detto Di Maio rassicurando la platea di risparmiatori – e questa è la settimana in cui escono i decreti e si erogano i soldi». «Secondo me – ha aggiunto il ministro – è giusto risarcire tutti perché queste persone sono state prese in giro per anni da una politica che non ha controllato, da istituzioni di controllo che non hanno vigilato e banche quindi è giusto risarcirli. Ma la battaglia è loro e loro l’hanno vinta. Noi facciamo soltanto il nostro dovere e sappiamo che ci sono resistenze da parte dell’Europa ma ce ne faremo una ragione, questa gente ha diritto a questi soldi e i soldi sono i loro». Questo mese, annuncia poi Di Maio, «faremo partire la commissione d’inchiesta sulle banche e Gianluigi Paragone sarà il presidente. Li convochiamo tutti e iniziamo a farli cantare perché i conflitti di interesse nelle banche hanno spolpato i risparmiatori». E ancora: «Questo governo ha ascoltato i risparmiatori. Il miliardo e mezzo di euro lo abbiamo trovato e ci dicevano che non c’erano soldi. Questo per me non è tanto il merito del governo, ma la certificazione che ci avevano detto bugie fino al 4 marzo». Poi l’attacco all’Ue: «Ogni volta che affrontiamo temi sul risarcimento di risparmiatori ci arriva una letterina dall’Europa in cui le regole da rispettare favoriscono sempre i più forti. Queste letterine arrivano ma ce ne freghiamo altamente. Ancora pochi mesi – assicura – poi questa Europa sarà finita e queste lettere non arriveranno più, basta semplicemente andare avanti per la nostra strada. Non è che li dobbiamo convincere perché siamo uno Stato sovrano che difende i cittadini e i risparmiatori non i banchieri». Dal leader leghista parole non proprio concilianti sull’Ue: «Sento dire che questa cosa del fondo per i risparmiatori all’Europa non andrebbe bene. Se all’Europa va bene, d’accordo, se all’Europa non va bene, per noi va bene lo stesso, noi tiriamo diritto».

 

 

 

 

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