Salvini chiama il vincitore Mahmood: “Non ce l’ho con lui, ma con la giuria di qualità…”

11 Feb 2019 10:25 - di Redazione

Alla fine gli ha telefonato, e sicuramente è stato meglio così. Matteo Salvini deve avere compreso che la polemica politica stava travolgendo il povero, incolpevole, vincitore del festival di Sanremo, Alessandro Mahmood. E gli ha telefonato. Lo ha raccontato in un’intervista a La Stampa: “Mi sono fatto dare il suo numero di telefono e l’ho chiamato. E’ un ragazzo di vent’anni, comincia adesso, mi sono informato sul suo percorso artistico  e gli ho voluto dire direttamente che si deve godere la vittoria e che sono felice per lui”. Ancora, nell’intervista è lo stesso Salvini a smentire alcuni titoli-provocazione, come quello di Libero: “Sanremo passa da Modugno a Maometto”. Dice infatti il vicepremier e ministro degli Interni, il quale ha innescato la polemica politica sul vincitore del festival con un tweet polemico (“Io avrei scelto ultimo, voi che dite?”): “E’ un ragazzo italiano che suo malgrado è stato eletto a simbolo dell’integrazione. Ma lui non si deve integrare, è nato a Milano. Lo hanno messo al centro di una storia che non gli appartiene”. I colpevoli? La “giuria d’onore” che ha deciso come un “salotto radical chic”. Ha influito, certo, anche il voto dei giornalisti, ma su quello Salvini non ha critiche da fare: “Il voto dei giornalisti di musica è giusto, sono lì per quello, valutare le canzoni. Invece il volere della gente che ha pagato per esprimersi è stato stravolto dalla giuria d’onore”.

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