Rai2, bufera sul figlio di Travaglio arruolato nel format “sovranista”. Freccero: «Non è raccomandato»

martedì 5 febbraio 15:35 - di Monica Pucci

Un rapper dal nome d’arte illustre, che richiama quello di un famoso giornalista italiano: Trava, al secolo Alessandro Travaglio, 23 anni, professione musicista e cantante, è al centro dell’ultima polemica piovuta sul capo di Carlo Freccero. Dopo la messa in onda degli spezzoni di vecchi sketch di Beppe Grillo, finiti al centro di forti polemiche dell’opposizione, il capo di Rai2 è costretto a giustificarsi dopo la notizia, pubblicata da Repubblica, secondo cui il figlio di Travaglio, potente e famoso giornalista, direttore del Fatto Quotidiano, sarebbe stato scelto non solo per la sigla, ma anche per il trailer di Popolo Sovrano, un format destinato a sostituire Nemo di Enrico Lucci e che sarà affidato ad Alessandro Sortino. “A Trava, abbastanza conosciuto nel mondo del rap, è stato chiesto infatti di scrivere un testo originale. Adatto a una trasmissione televisiva ma nelle sue corde. Poi verrà girato il trailer. Il rapper non dovrebbe comparire prestando solo la sua voce e la sua musica”, scrive Repubblica, con il capo di Rai2 che conferma.

«Ma il figlio di Travaglio non è un raccomandato», precisa Freccero, spiegando che ha lanciato a tale scopo una competition all’americana. Una competition che ha già scatenato l’interesse di vari rapper. «Sono già 7 i rapper, incluso Trava, che stanno scrivendo un pezzo per Popolo Sovrano. Un programma dove sarà protagonista il primo articolo della Costituzione italiana (“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”). E si sceglierà il brano rap più adatto al programma, dando per acquisito il talento artistico di ciascuno. La mia idea è nata dalla volontà di accostare la cosa più vecchia, la nostra Carta costituzionale, con la cosa più giovane, il mondo del rap».

Un “trava” nell’occhio di Freccero, quell’articolo di Repubblica, solo per scatenare un po’ di polemiche, o uno strano caso di “compiacenza” del direttore di rete “grillino” al giornalista di simpatie grilline? Il diretto interessato, Marco Travaglio, al momento tace…

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