Nella Rai sovranista comanda ancora la sinistra. E fanno sparire la Meloni

giovedì 14 febbraio 9:43 - di Francesco Storace

Alla Rai sovranista in realtà pensano come sempre solo al sovrano che comanda protempore.

È la realtà drammatica che si evince alla lettura dei dati dell’osservatorio dell’Università di Pavia che da tempo immemorabile si occupa del pluralismo nel servizio pubblico. Che resta occupato nostalgicamente per un po’ da alcuni di quelli di prima, non disdegnando chi ha in mano ora il potere.

In questo senso gennaio è stato un mese terribile per le voci fuori dal coro mentre continua a imperversare – come ha notato il deputato di Fdi Mollicone in commissione di vigilanza – il Pd che “risulta essere tuttora il più presente in tutte le fasce orarie”. Prevalendo addirittura – ha denunciato il parlamentare – in trasmissioni di intrattenimento come UnoMattina e Tv7.

Ma la vergogna è il trattamento riservato a Giorgia Meloni e al suo partito, sempre più sottovalutato rispetto alla presenza parlamentare e anche agli stessi sondaggi in costante ascesa.

Nel mese di gennaio gli argomenti prevalenti sono stati gli immigrati, il reddito di cittafinanza, quota 100, la Tav, l’arresto di Cesare Battisti, l’Italia in recessione. Ebbene, su tutto Fratelli d’Italia ha speso la propria posizione, ma per la Rai sovranista si tratta della faccia del sovranismo da nascondere agli italiani per evitare paragoni con i pasticcioni di governo.

Basti osservare i dati dei telegiornali; in un’informazione monopolizzata dal governo con interviste per il 43 per cento del tempo a suoi esponenti, il Pd riesce a collezionare dichiarazioni per ben il 16 per cento. Forza Italia si salva con quasi il 14 che non ha riscontri in alcuna sede, Fratelli d’Italia parla solo per l’1,6 del tempo graziosamente concesso dai tiggi’. Leu addirittura va poco meglio con l’1,9.

Diciamo che quella percentuale, davvero incredibile e vergognosa, si ottiene grazie al 2,2 del secondo telegiornale – pur se poco – mentre al Tg3 lo spazio per Fratelli d’Italia è appena lo 0,6 (manco fosse una formazione extraparlamentare) e l’1,8 al Tg1. In pratica, la destra italiana deve scomparire dai notiziari della Rai.

Il partito di Giorgia Meloni ha pochissimo tempo in più nei telegiornali di prima serata con il solo 2,3% del tempo. Sappiate che cosa vuol dire: partiti e governo parlano per 171 minuti – quasi tre ore – nel mese di gennaio, a Fdi poco meno di quattro minuti. Presidente Foa, è questo il pluralismo?

Tanto per gradire, a conferma di quanto denunciato da Fdi in vigilanza, c’è il botto del Pd nel programmi di rete, con una percentuale che tocca il 23% del tempo di parola dei partiti. Anche qui per Fdi il diritto a esprimere le proprie opinioni e quelle dei telespettatori a conoscerle è ridotto ad uno striminzito 3,4.

Siccome parliamo di un partito in crescita costante, sarà bene che la Rai cambi registro. Altrimenti avrebbe ragione chi parla dello scippo del canone. Mantenere l’azienda e vedersi beffati è uno spettacolo indegno del cosiddetto cambiamento di cui si vocifera senza lasciarne traccia. Perché evidentemente resta forte ai posti di comando chi non vuole tornare a rivedere la destra.

Commenti

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  • FILIPPO GRECO 14 febbraio 2019

    sono d,accordo comanda ancora la sinistra

    • Francesco Storace 14 febbraio 2019

      e non si sopportano più

  • Massimo Steffanoni 14 febbraio 2019

    Bisogna togliere il canone alla RAI e cambiare i vertici proprio come hanno fatto loro nel passato

    • Francesco Storace 14 febbraio 2019

      Veramente e’ stato apena fatto…

  • Laura Prosperini 14 febbraio 2019

    Che strano…
    speravo proprio che le cose cambiassero ed anche in fretta visto il palese ostracismo perpetuato…
    o ciò è dovuto alla farraginosità dei cambiamenti (dopo l’avvento di Foà)
    oppure qualcuno, forse anche dei nuovi (e magari i più insospettabili…)
    non ha piacere, comunque, di riequilibrare la situazione.
    Sarebbe molto importante farci sentire affinché si possa chiarire e far distinguere la nostra visione ed il nostro progetto politico sia da quelli a noi molto lontani sia da quelli a noi più vicini ma comunque essenzialmente distanti.
    Speriamo si possano smuovere, oltre le coscienze anche gli Uffici e gli apparati RAI (comunque nostro potenziale fiore all’occhiello se ben governata)

    • Francesco Storace 14 febbraio 2019

      E’ un pachiderma mantenuto dal popolo italiano, sempre la stessa Rai…

  • Anna Maria 14 febbraio 2019

    È da tempo ormai , dai tempi in cui i famigerati “sinistri” erano al potere che in Rai viene fatto VEICOLARE IL PENSIERO UNICO, QUELLO DELLA SINISTRA, basta seguire un telegiornale, le prime notizie riguardano solo e soltanto “gli eventuali migranti che vogliono approdare sulle nostre coste”, oppure Bergoglio che predica l’accoglienza, possibilmente sempre sul nostro territorio, MAI SPALANCANDO LE PORTE DEL VATICANO, oppure si parla dei soliti pensieri farneticanti dei soliti quattro eurocrati, ovviamente anche questi a senso unico, che dovrebbero servire a far passare il fatto che in Italia c’ è un governo di pasticcioni che può portare o che ha già portato il nostro Paese alla recessione, molto meglio, secondo loro, quando c’era Monti, lo zerbino, che potevano manovrare a loro piacimento!!! QUESTA È L’INFORMAZIONE ASSAI DI PARTE DELLA RAI, E PER QUESTE NOTIZIE MANOVRATE, PER PROGRAMMI ASSAI SCADENTI E MEDIOCRI L’ULTIMO IN ORDINE DI TEMPO IL FESTIVAL DI SANREMO, CHE CHIAMEREI CON IL SUO VERO NOME, IL FESTIVAL DELL’UNITÀ ,SIAMO PURE COSTRETTI A PAGARE IL CANONE, VERGOGNOSO!! Secondo me ci vorrebbe una bella epurazione, azzerando i vertici attuali per dare il via ad un profondo cambiamento!

    • Francesco Storace 14 febbraio 2019

      Anna Maria, i vertici sono stati appena cambiati…

  • Giuseppe Tolu 14 febbraio 2019

    Ancora un po’ di pazienza, alcuni cialtroni pare non abbiano capito che per loro è finita

    • Francesco Storace 14 febbraio 2019

      Ma non lo capiscono

  • Carlo Cervini 14 febbraio 2019

    La colpa è della DC, i big si credevano immortali e dopo il ’68 hanno lasciato la cultura, la scuola e l’università ai social-comunisti che grazie ai concorsi e ai titoli scolastici regalati con il 6 politico e il 21 di gruppo hanno occupato militarmente ogni ganglio vitale della P. A. e anche i media con la RAI. Quelli di oggi trovano e subiscono questa situazione………. la P. A. andrebbe abolita e rifatta totalmente, invece si amplia e moltiplica all’infinito. Da ieri, come dicevo, abbiamo il nuovo Ministero dell’Aria come ai tempi di Italo Balbo e dell’Ala Littoria, come volevano i sindacati, ovviamente a spese di pantalone………..