Meloni: «Uccidono ma non vanno in galera. Questa non è giustizia»

venerdì 1 febbraio 13:27 - di Gabriele Alberti

«Un uomo spara ad un ventenne uccidendolo: condannato a 5 anni. Due delinquenti danno fuoco a un clochard: il giudice non li condanna. Ma che giustizia è?». Con la sensibilità con cui sempre Giorgia Meloni sottolinea quelle assurde sentenze che spesso fanno a botte con il buon senso e il sentire diffuso tra le persone “normali”. In questi giorni ce ne sono state due che gidano vendedetta. Sul suo profilo Fb rimarca ancora i due casi che stanno tenendo banco sui social, scatenando le ire delle persona perbene e incredule che ad atti così estremi possano corrispondere pene che sembrano una beffa.

Meloni: «Ma che giustizia è?»

Grida infatti vendetta la riduzione della pena per Antonio Ciontoli per l’omicidio del 20enne di Ladispoli, avvenuto il 18 maggio 2015. Da giorni la rabbia sta infuocando i social. Una sentenza che ha rinnovato e ampliato la disperazione della famiglia del giovane. Ma anche la famiglia del clochard, a cui dei ragazzini hanno dato fuoco con un’agghiacciante motivazione, «la noia», è affranta. Uno dei due balordi ha 13 anni e non è imputabile. Il secondo invece ha ottenuto la sospensione del processo con una decisione del giudice e in questo modo è stata avviata una prcedura di “messa alla prova” vivendo in una comunità. Eppure, l’accusa di omicidio volontario era pesantissima. Il ragazzino non si è neppure scusato per ciò che ha fatto. Questa decisione ha il retrogusto dell’impunità. Giorgia Meloni sottolinea con veemenza i due casi che hanno sconcertato l’opinione pubblica e la sua domanda: «Ma che giustizia è?», è raccolta subito da migliaia di condivisioni e di commenti sul suo sito: tra chi invoca una riforma della giustizia, chi chiede un limite alla discrezionalità dei giudici; chi esprime affetto ai familiari devastati due volte da una giustizia che sembra, troppo spesso, lontana.

Commenti

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  • Claudio 2 febbraio 2019

    Questi sono solo due esempi della perdurante follia della giustizia italiana. La discrezionalità totale, per non dire l’arbitrio, dei giudici, non collegata ad una effettiva responsabilità, consente loro di stabilire ciò che gradiscono, non applicando la legge ma , di fatto, creandosela sulla scorta delle loro PERSONALI ideologie. Naturalmente vi sono anche casi di segno contrario, seppur rari. Avv. Claudio Bianchini

  • Pino1° 1 febbraio 2019

    Il parlamento esprime il sentire comune del popolo. Se, singoli magistrati delinquono facendo un’atto; di qualunque genere nei risultati contrario alla norma si istituisca una commissione parlamentare d’accusa e si proceda con perdita di mansione e ruolo oltre che cancellazione da qualunque pubblico incarico.