I giornali scoprono (finalmente) la svolta della Meloni: progetto coraggioso e senza fronzoli

martedì 12 febbraio 11:16 - di Fulvio Carro

Si lavora a un progetto forte. Coraggioso. Per costruire un’alternativa. Lo conferma Giorgia Meloni, dopo il voto in Abruzzo, in una serie di interviste. «In politica», afferma a La Stampa, «si devono costruire i percorsi ed è quello che stiamo facendo con risultati incoraggianti». I dati lo dimostrano: «La gente scappa dai governi del Pd tanto quanto dall’incompetenza dei Cinquestelle. E chiede un centrodestra innovativo, con un’idea chiara e capace di rappresentare l’interesse dei cittadini senza fronzoli. Noi abbiamo ottenuto un risultato sopra le aspettative, frutto del fatto che Marsilio ha fatto la campagna parlando dei problemi degli abruzzesi. Questa è la vittoria di una coalizione, con una forte impronta della Lega e a trazione Fratelli d’Italia, data dalla crescita dei nostri consensi». E Berlusconi? «La storia di Berlusconi è fatta da tanto consenso, ma sulla linea politica del partito ho molti dubbi. Quando Calenda del Pd fa gli appelli e qualcuno di Forza Italia gli risponde, a me sfugge qualcosa…».

Giorgia Meloni, il nodo del governo
e il rapporto con  la Lega

Resta il nodo del governo. «Se Fratelli d’Italia avrà un risultato significativo alle Europee», afferma Giorgia Meloni, «qualcosa potrà cambiare entro pochi mesi. Siamo l’unico partito monogamo del centrodestra. Quando non entrammo nel governo dicevano che saremmo scomparsi e invece siamo cresciuti». Il rapporto con la Lega è centrale anche nell’intervista al Corriere della Sera: «La crescita dell’uno non soffoca quella dell’altro», chiarisce la leader di FdI, dati alla mano. «Dal risultato dell’Abruzzo emerge che noi e la Lega siamo già una coalizione vincente». L’asse sovranista è già realtà? «I nostri partiti, pur alleati, restano distinti ma hanno valori condivisi, idee comuni. Hanno freschezza, innovazione, coraggio e un comune obiettivo: difendere prima di tutto gli interessi nazionali». Poi il passaggio su Forza Italia: «Il prossimo appuntamento è quello delle Europee e siamo su posizioni molto diverse. Loro difendono lo status quo, noi vogliamo cambiare tutto, non piegarci agli interessi franco-tedeschi. Saranno gli italiani a dirci qual è la strada che si deve imboccare».

La scelta di Marco Marsilio
e la fuga dei votanti dal M5S

Il Giornale sottolinea come, in Abruzzo, si sia rivelata «molto azzeccata la scelta di Marco Marsilio, senatore nazionale che si è messo in gioco a livello locale (al contrario del governatore uscente D’Alfonso che aveva fatto il percorso inverso, lasciando l’Abruzzo per il Senato). Marsilio – primo presidente di Regione di FdI – conquista anche una quota consistente di elettori che lo scorso anno avevano votato M5S, come racconta l’istituto Cattaneo». In un altro articolo, sempre sul Giornale, il profilo del neogovernatore, dal liceo alla “scuola” di politica romana di Colle Oppio fino alle Camere, sempre all’ombra della Fiamma. Un altro ritratto si legge su Repubblica. È il fitto curriculum di Marsilio, detto il Lungo, «un percorso perfettamente in linea con la tradizione della destra “originale”, quella che viene dal Msi, transita dentro An e approda a Fratelli d’Italia». Il Messaggero fa un’analisi in cui emerge la possibilità di rendere il centrodestra a trazione sovranista e quella del sorpasso di FdI su Forza Italia.

Le Europee, il simbolo,
le primarie

«Alle Europee», dice la Meloni in un’intervista all’Avvenire, «il simbolo ci sarà, ma avremo all’interno anche una dicitura che rappresenta i tanti mondi che stiamo coinvolgendo. Dopo le Europee, per creare il secondo movimento della coalizione, sono pronta a ridiscutere tutto. E a mettere in discussione anche me stessa con le primarie per scegliere il leader. Al nostro progetto sono interessati ex di Forza Italia e di An che stanno rientrando. Per la piattaforma economica dialoghiamo con i movimenti “basta tasse” e con le partite Iva. Parliamo con i ceti produttivi spaventati dalle misure del governo. Siamo in contatto con l’associazionismo cattolico impegnato nella difesa dei valori non negoziabili, che nel contratto M5S-Lega sono spariti». Al Tempo Giorgia Meloni sottolinea: «Quando facciamo le nostre proposte, con i nostri uomini e le nostre donne, la coalizione allarga i confini e vince anche con numeri oggettivamente al di sopra delle aspettative».  Su Libero, un passaggio di Giorgia Meloni su Berlusconi: «Voglio rigraziarlo perché ha fatto una bella campagna elettorale, senza risparmiarsi. Poi, se dovessi dire come la penso, il dibattito interno a Forza Italia a volte è difficile da comprendere. Mi trovo spesso d’accordo con quello che dice Giovanni Toti, ma sono loro che devono decidere come impostare il futuro».

 

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