Guaidò sbugiarda l’Italia per la figuraccia sul Venezuela e rilancia: «State con noi, il vostro appoggio è importantissimo»

lunedì 4 febbraio 10:44 - di Redazione

Ora anche la Francia riconosce Jean Guaidò,  all’autoproclamato presidente venezuelano in cerca di legittimazione manca solo l’assenso italiano. E proprio al Belpaese, allora, dalle colonne de Il Giornale che lo ha intervistato, lancia l’ultimo, accorato appello: «Il vostro governo ci riconosca: per la democrazia e per gli oriundi».

Guaidò, anche da Parigi arriva l’ok al nuovo presidente

Ma andiamo con ordine: ad oggi Guaidò «è presidente ad interim» ed «è legittimato» a indire nuove elezioni presidenziali, ha dichiarato oggi il ministro degli Esteri francese Jean Yves Le Drian, intervistato dall’emittente radio France inter. Scaduto l’ultimatum per la convocazione di nuove elezioni presidenziali in Venezuela, insieme alla Francia altri 6 paesi europei – Spagna, Germania, Gran Bretagna, Portogallo, Olanda e Austria – si apprestano a riconoscere Guaidò come presidente ad interim. Tanto che, sempre Le Drian, in un altro passaggio dell’intervista radiofonica sottolinea che l’Assemblea Nazionale di cui Guaidò è presidente è stata legittimamente eletta nel 2015, mentre l’elezione di Nicolas Maduro per un secondo mandato viene contestata. «Bisogna uscire da questa crisi con elezioni pienamente legittime», ha rimarcato il capo della diplomazia francese. Secondo Le Drian, non si può parlare di ingerenza negli affari interni internazionali, quanto «di un tentativo per far sì che questa crisi si risolva nella calma».

L’appello di Guaidò all’Italia: «Stai con noi»

Diversi paesi europei, fra cui la Francia, avevano intimato al contestato presidente Maduro di indire entro ieri nuove elezioni presidenziali altrimenti avrebbero riconosciuto Guaidò, che il 23 gennaio ha prestato giuramento come presidente ad interim. Maduro ha invece concesso un’intervista all’emittente spagnola Sexta, in cui ha respinto nettamente l’ultimatum europeo e non ha escluso il rischio di una guerra civile. Le Drian ha annunciato che avrà oggi «consultazioni con i nostri amici europei». E intanto, da Caracas è Guaidò in prima persona a chiedere il riconoscimento dell’Italia. «Faremo tutto il possibile affinché il governo italiano aggiunga il suo appoggio, per noi importantissimo, al resto dell’Unione Europea», ha detto Guaidò al Corriere della Sera. «Ci sono molti italiani italo-venezuelani con un passaporto dell’Italia o il diritto di averlo. Il governo italiano deve tenerlo presente e avere una responsabilità nei loro confronti, ma anche con la causa della libertà e della democrazia che noi difendiamo», ha sottolineato poi in un’altra intervista, concessa a Il Giornale. Aggiungendo, sempre sul sito del quotidiano diretto da Sallusti che, «come è accaduto lì dovunque sono arrivati, in Venezuela gli italiani hanno avuto un notevole impatto positivo sulla nostra cultura e in diversi settori della società e dell’impresa» e dunque l’appoggio esterno che oggi Guaidò continua a richiedere all’Italia ha un significato importante dalle molteplici valenze, a partire da quella principale individuata e sottolineata nell’intervista a Il Giornale: dopo il bagno di sangue degli ultimi anni, «la transizione del Venezuela verso la democrazia» potrà cominciare solo con la fine delle repressioni di Maduro e l’appoggio al nuovo leader, Guaidò, che resta in attesa del riconoscimento italiano.

 

Commenti

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  • francoilfranco 4 febbraio 2019

    La storia si ripete. Che ognuno si occupi dei problemi di casa propria. Con quale diritto si interviene con la forza non della mediazione, ma con quella bellica per decretare in un Paese che non e’ il proprio, se hanno ragione gli uni o gli altri? Il fatto e’ che dietro questi falsi scopi umanitari, sempre, e dico sempre, ci sono interessi speculativi. Guardiamo l’Iraq, la Libia e la stessa Siria i cui accadimenti sono sotto gli occhi dei media, mentre alle atre realta’, non meno cruente, che vengono abilmente manovrate dietro le quinte da paesi guerrafondai e colonialisti, si da lo stesso risalto di un necrologio. Le nazioni sanguisuga con le loro politiche colonialiste dissestano paesi, li riducono abilmente alla loro merce’ sfruttando l’ignoranza e la cupidigia dei corruttibili, poi portano aiuto alle vittime generate dalle loro inumane, luride e perverse macchinazioni non per lavare la loro coscienza sporca di sangue innocente, ma solo per sbiancare la loro faccia mediatica agli occhi dei creduloni. Parlano di tirannia in questo o quel paese, quando loro stessi sono i tiranni che attuano piani perversi. E’ il popolo sottomesso che deve ribellarsi, perche’ ogni paese ha o ha avuto la sua storia di tirannia, e la liberta’ dall’oppressione e’ stata guadagnata spesso col sangue versato dai propri eroi. La democrazia, semmai dovesse esistere va guadagnata. La vera democrazia che deve proteggere il popolo, non e’ un assurdo liberismo, ma e’ quella che induce al rispetto dei valori e alla tutela dei diritti sociali di ognuno e non e’ costruita ad hoc per privilegiare quelli che tirano i fili, quelli che intortano le masse sparando fumogeni per confondere le idee e ridurre il popolo a topolini spaventati che si arrabattano per un pezzetto di formaggio.

    • Francesco Storace 4 febbraio 2019

      Ci sono tanti nostri connazionali che chiedono aiuto all’Italia contro Maduro