Gambiano palpeggia una donna sul bus e sputa al conducente: era stato espulso nel 2017

martedì 12 febbraio 13:13 - di Angelica Orlandi

Violenza sessuale, resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Queste le accuse con le quali è stato arrestato a Cagliari dalla polizia Ebrima Dampha, 28enne gambiano. Non male per uno che non doveva nemmeno essere nel nostro Paese, essenso stato espulso nel 2017. Misteri gaudiosi.  L’uomo di nazionalità gambiana ha palpeggiato una donna a bordo di un bus. L’autista del mezzo si è accorto di quanto stava capitando ed è intervenuto per soccorrere la donna. Il 28enne gli ha sputato addosso. L’allarme al 113 è stato immediato e gli agenti, anche grazie alle segnalazioni fatte dall’autista, sono riusciti a raggiungere lo straniero mentre stava cercando di scappare verso i parcheggi esterni dell’ospedale. L’uomo ha però opposto resistenza, sferrando anche dei colpi all’indirizzo degli agenti.

Gambiano con precedenti e già espulso

Ebrima Dampha 28enne gambiano con precedenti, per violenza sessuale, resistenza e violenza a pubblico ufficiale è denunciato anche per porto abusivo di oggetti atti ad offendere. La donna ha atteso l’arrivo della Polizia al capolinea dell’Ospedale “Brotzu” di Cagliari, in compagnia dell’autista che, in costante collegamento con il 113, riferiva gli spostamenti del giovane. Gli equipaggi della Squadra Volante, giunti immediatamente in zona, hanno notato un soggetto che corrispondeva alle caratteristiche somatiche e di abbigliamento fornite, allontanarsi a piedi lungo la Via Peretti.

Durante la fasi del fermo, lo straniero ha tentato di opporsi, scalciando, agitando le braccia e colpendo più volte gli operatori che, con non poca fatica, sono riusciti a metterlo in sicurezza. Durante la perquisizione personale Dampha è stato trovato in possesso della lama di un coltello da cucina e un paio di forbici mentre dalle verifiche sull’identità effettuate da accertamenti e raffronti con i dati degli archivi del Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica è emerso che a suo carico pendeva, con un alias, un decreto di espulsione dal territorio italiano risalente al 2017.

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