Foibe, Meloni: «E ora il Quirinale revochi la vergognosa medaglia a Tito»

giovedì 7 febbraio 11:53 - di Valeria Gelsi

Fu l’artefice del massacro delle foibe, eppure ancora oggi per la Repubblica italiana è un «benemerito», meritevole del più alto riconoscimento che si possa tributare a una personalità internazionale. Josip Broz Tito, il maresciallo Tito, quarant’anni fa, fu insignito dal Quirinale del titolo di «Cavaliere di gran croce decorato di gran cordone». E da allora quel titolo non è mai stato revocato, nonostante il nome di Tito sia indissolubilmente legato a numerosi crimini contro l’umanità e alla pulizia etnica degli italiani del confine orientale. A chiedere che finalmente si metta fine a questa indecenza tutta italiana è ora Fratelli d’Italia, tramutando in proposta di legge una storica battaglia politica della destra.

Meloni: «Rendiamo giustizia alle vittime delle foibe»

«È una vergogna che il maresciallo Tito, che ha trucidato gli italiani Giuliano Dalmati, sia stato insignito della più alta onorificenza italiana. Pazzesco che chi ha perseguitato i nostri connazionali abbia ricevuto tale riconoscimento», ha scritto Giorgia Meloni sulla sua pagina Facebook, spiegando che «Fratelli d’Italia ha presentato una proposta di legge per porre rimedio a questa assurdità: rendiamo giustizia alle vittime delle Foibe!». La medaglia a Tito fu assegnata durante il settennato di Giuseppe Saragat. Sul sito del Quirinale è spiegato che il riconoscimento «è il primo fra gli Ordini nazionali ed è destinato a ricompensare benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, della economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici ed umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari». Nulla, dunque, che si possa riconoscere a Tito, che si giovò invece delle connivenze del comunismo nostrano. Un comunismo così profondamente anti-italiano da avallare anche quell’altra vergogna assoluta che furono le pensioni di guerra ai carnefici dei nostri connazionali.

La proposta di legge di FdI

La proposta di legge per togliere l’onorificenza a Tito «è una battaglia storica della destra italiana, e ora Fratelli d’Italia attraverso questa iniziativa intende dare al governo la possibilità di revocare, anche post mortem, le onorificenze a tutti coloro si siano macchiati di crimini crudeli e contro l’umanità, come nel caso di Tito», hanno spiegato il deputato di FdI, Luca De Carlo, e il capogruppo al Senato, Luca Ciriani, annunciando già qualche mese fa la volontà di presentare il testo. «È davvero assurdo e paradossale che la Repubblica Italiana, da un lato, riconosca il dramma delle foibe, celebrato ufficialmente ogni 10 febbraio in occasione del Giorno del Ricordo e, dall’altro, annoveri tra i suoi più illustri insigniti proprio chi ordinò la pulizia etnica degli italiani in Istria e nell’Adriatico orientale. Bisogna, perciò, porre rimedio a questa inaccettabile distorsione», hanno aggiunto ancora gli esponenti di FdI, sottolineando che «finalmente potremo sanare, seppur in parte, la ferita del confine orientale, rendendo il giusto tributo alle migliaia di vittime sulla cui memoria ancora oggi non si è fatta piena giustizia».

 

Commenti

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  • Angelo 7 febbraio 2019

    C’é un aneddoto su Tito, vissuto in prima persona da mio padre.
    Nell’immediato dopoguerra fu organizzata in una villa in Caserta una cena per Tito (la reggia di Caserta era la sede del quartier générale alleato ) e sulla tavola erano stati posti i piatti con il logo della Regia Aeronautica Militare Italiana. Ébbene quando Tito vide i piatti con il logo li scaraventò a terra in segno di disprezzo. E noi gli diamo onori e medaglie