Fiorello fa ritrovare il sorriso a Ultimo: «Avevi il 46%, canta con me…». Il duetto “spacca”

martedì 12 febbraio 13:06 - di Federica Argento

La quiete dopo la tempesta. Dopo i fuochi d’artificio del televoto “tradito”, dopo avere dato “buca” a Domenica In e avere disertato la foto-copertina di Tv Sorrisi e Canzoni,  Ultimo riappare da Fiorello su Radio Deejay nel suo show “Il Rosario della sera”. Siparietto. Ultimo e Fiorello hanno voluto sdrammatizzare le polemiche su Sanremo 2019 . «Niccolò, ti propongo una cosa: facciamo un gesto distensivo nei confronti dei giornalisti, un pezzo dei… Thegiornalisti», ha suggerito il conduttore. E Ultimo è stato al gioco: ha intonato «Riccione», la hit del trio guidato da Tommaso Paradiso cambiando però le parole del ritornello: «Sotto al sole sotto al sole di Sanremo di Sanremo, quasi quasi mi pento e non ci penso più…».

Lo showman aveva invitato da subito Ultimo a stemperare i toni. Anche se gli concede delle valide attenuanti: «Ha 20 anni, a tutti piace vincere, aveva preso il 46% al televoto…». Fiorello lo invita però a chiudere la polemica, salutando i giornalisti inviati al Festival con cui erano volati stracci. Non dopo, però, cogliere l’occasione per aprire una parentesi sui video, diventati virali sul web, in cui la sala stampa, ridendo, apostrofava i tre ragazzi del Volo, terzi classificati, con termini offensivi.

Il siparietto è simpatico, anche se Fiorello  si rivolge agli “amici giornalisti”, dando loro una tiratina d’orecchie: «Non bisogna fare di tutt’erba un fascio – dice lo showman – ma è stata una cosa bruttissima da vedere. Amici giornalisti, dovreste avere un codice deontologico. Va bene avere gusti personali, ma non è possibile esternarli in quella maniera. Spero che quei tre giornalisti chiedano scusa ai ragazzi del Volo che sono rimasti in silenzio. Dite quello che volete, ma come cantano ‘sti tre…», aggiunge…

Tornando ad Ultimo, Fiorello confessa i suoi errori del passato, perché la vicenda personale del cantante gli ricorda un preciso episodio del suo passato, nella delusione per la mancata vittoria, dopo essere stato per giorni il vincitore annunciato. Ricordando il suo quinto posto a Sanremo nel ’95 con Finalmente tu. Anche all’epoca, racconta, disertò Domenica In,  consigliato male a  dallo staff.  «Un errore gravissimo che non rifarei», un peccato di gioventù. A proposito delle polemiche sulle giurie e sul meccanismo della votazione, Fiorello propone il ritorno alle vecchie palette con il voto palese. Un pensiero, naturalmente, anche per Alessandro Mahmood, il vincitore del Festival. Prima Fiorello fa una battuta alla sua maniera riferita alla sue origini da parte paterna: «Ultimo ha distrutto la Piramide Cestia col piccone e tutto ciò che è egiziano. Non si mette più neanche di profilo!». Poi conclude serio: «Se c’è stato qualcosa di sbagliato, non è certo Mamhood che ha vinto».

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