Consigliere leghista rompe il naso a un 13enne. Denunciato, si difende: mi perseguitava

lunedì 11 febbraio 12:58 - di Redazione

Irritato dagli schiamazzi di un gruppo di ragazzini è uscito di casa inveendo. I disturbatori hanno risposto a tono e lui ha perso la calma, colpendo uno dei minorenni, un italo-colombiano di 13 anni, con una testata e fratturandogli il setto nasale. Ora Nando Biella, 66 anni, molto conosciuto, ex candidato sindaco e capogruppo in Consiglio comunale della Lega a Bellusco è stato denunciato dalle famiglie dei minorenni e saranno le indagini a stabilire come davvero si sono svolti i fatti. Biella intanto chiede scusa parlando al Corriere della sera: «Stavo guardando la partita Chievo-Roma in tv – spiega Biella -, quando ho sentito esplodere un petardo in giardino. Sono uscito e ho visto un gruppo di una decina di giovani poco distanti. Ho urlato di lasciarmi in pace, ma uno si è staccato e mi ha affrontato. Siamo arrivati a pochi centimetri di distanza, le teste si sono toccate, poi lui mi ha tirato un calcio e ho reagito sferrando un pugno». Il consigliere racconta inoltre di avere avvisato almeno due volte i carabinieri di quanto stava accadendo, ma di avere ottenuto come risposta solo delle generiche promesse di intervento non appena si fosse resa disponibile una pattuglia. “Sono stato provocato e aggredito per primo – prosegue -. È dal 31 dicembre che va avanti questa specie di persecuzione. Una, due volte la settimana si fanno vivi e tirano petardi che sembrano delle bombe carta. Mia moglie è invalida al 100%. Ha bisogno di riposo e di tranquillità. Ho sbagliato, ma col loro comportamento mi hanno portato all’esasperazione”. L’episodio è avvenuto intorno alle 23 di sera davanti al cancello dell’abitazione di Nando Biella. Ii genitori dei ragazzi raccontano un’altra versione: «I nostri figli tornavano da catechismo – scrivono in una lettera – e sono stati aggrediti. Un pugno, una testata, frasi razziste. Cosa sia successo lo confermeranno le indagini, come verificheranno se il soggetto sia stato colpito a sua volta. Noi, comunque, lo abbiamo visto uscire poco dopo a piedi con i suoi cani e certo non zoppicava. In questa storia è inaccettabile la violenza, feroce, di un adulto su un tredicenne. Noi ci assumiamo la responsabilità delle azioni dei nostri figli, lo dovrà fare, in sede penale e civile e davanti alla propria coscienza, anche chi al confronto preferisce pugni e testate”.

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