Berlusconi si vergogna del governo italiano: «In Venezuela sta con un dittatore comunista»

sabato 9 febbraio 9:39 - di Lucio Meo

Vergogna, attacca Silvio Berlusconi, che sulla politica estera dell’Italia non stende un velo pietoso, anzi, al governo giallo-verde le suona di santa ragione mentre sul fronte politico ribadisce la sua richiesta a Matteo Salvini di mollare i grillini e ricostituire il centrodestra. In un’intervista a Il Giornale, il leader di Forza Italia definisce “un’autentica vergogna” la posizione assunta dall’Italia sulla crisi venezuelana.

«Maduro – sottolinea il leader di Fi – ci ha addirittura ringraziato perché siamo l’unico Paese europeo a non aver preso le distanze da uno degli ultimi dittatori comunisti nel mondo. Peggio, abbiamo impedito all’Europa -perché ci vuole l’unanimità- di riconoscere il nuovo presidente provvisorio Guaidò legittimamente eletto dal parlamento democratico. Al Parlamento europeo solo i rappresentanti di Forza Italia e pochi altri hanno appoggiato la risoluzione che sconfessava Maduro. Gli altri, Cinquestelle, Lega, molti del Pd, si sono astenuti».

Berlusconi ce l’ha con i grillini: «Quel ringraziamento di Maduro all’Italia, che ha portato a una gravissima crisi il suo popolo, incarcerato i suoi nemici, fatto fuggire milioni di venezuelani, tanti dei quali di origine italiana, mi ha fatto vergognare profondamente, come italiano e come uomo libero».

Per la prima volta – conclude Berlusconi – l’Italia si è posta fuori dall’Occidente in una grande scelta di politica internazionale. «Capisco che i Cinquestelle difendano Maduro; il Venezuela di oggi somiglia ai futuro che vorrebbero per l’Italia,ma che questa diventi la posizione del governo italiano è una condizione del tutto inaccettabile. Martedì in Parlamento cercheremo di imporre al governo con il voto un cambio di linea e l’immediato riconoscimento del Presidente venezuelano legittimo».

Poi l’appello ai leghisti, con i quali, su base regionale, come dimostra l’esperienza dell’Abruzzo, tiene sempre saldo un filo vincente: «Preferirei un Salvini in divisa che fa cadere il governo a un Salvini in giacca e cravatta che lo tiene in piedi».

Commenti

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  • Massimo Trento 10 febbraio 2019

    Dichiarazioni idiote. Io, conservatore e confederalista, mi vergogno delle panzane indegne di Silvio. Il governo socialista chavista di Maduro è stato eletto con regolari elezioni a maggio scorso, a cui hanno partecipato più di una dozzina di partiti; elezioni a voto elettronico con impronta digitale e considerate regolari e prive di frode da 14 organismi nazionali e internazionali di controllo. All’epoca furono i chavisti personalmente a invitare anche la Mogherini ad assistere. La signorina, che tanto piace all’Europa democratica, rifiutò, affermando che le votazioni sarebbero state truffaldine. Dichiarazione di classe di una cialtrona eletta da nessuno. Maduro ha vinto col 68% dei voti; risultato non messo in discussione dalle opposizioni. E adesso, dopo un embargo USA vergognoso, seguito a ruota dai dementi Europei, che ha messo in ginocchio la economia e i diritti internazionali di uno Stato membro dell’ONU e privo di qualsiasi risoluzione che lo riguardi, arriva il padrone del Biscione a sparare a zero sulle regole del gioco? Con che faccia? Io sono distante anni luce dal socialismo, ma le regole o si rispettano sempre o non si rispettano mai. I ragli di politici da quattro soldi, che non hanno fatto una piega quando i diritti democratici e le procedure parlamentari sono stati più volte calpestati in Italia e in Europa, fanno rabbrividire adesso che con una faccia di bronzo le neo-aristocrazie oligarchiche vorrebbero eliminare un governo eletto, altro che dittatoriale, per darlo nuovamente in pasto agli americani. Dementi!