«Vergogna!», l’ennesimo prete pro-migranti contro i politici “cattivi”: tutta colpa della tribù bianca

venerdì 11 gennaio 15:05 - di Lara Rastellino

Ci risiamo: è padre Alex Zanotelli, l’ennesimo prete pro-migranti pronto a lanciarsi all’assalto del governo e di Salvini; solo che stavolta, a differenza di altri illustri colleghi e commilitoni in prima linea sul fronte dell’accoglienza coatta, l’ecclesiastico allarga il discorso ed estende il campo delle recriminazioni (e delle accuse pesanti che dal razzismo alla cattiveria moderna comprendono di tutto un po’) all’Europa e all’America di Trump, additando un grande colpevole su tutti: la paura della tribù dei bianchi di sentirsi una minoranza accerchiata…

L’ennesimo prete pro-migranti tuona contro le politiche sui migranti

E così, ancora una volta in spregio a buon gusto e buon senso, ci troviamo a fare i conti con l’invettiva di un sacerdote che, dismessi gli abiti del religioso, si dimostra pronto a salire sul pulpito mediatico e a sferrare l’ultimo attacco social al governo e alle sue politiche per l’immigrazione, alle prese negli ultimi giorni con i casi Sea Wacth e Sea Eye. Tanto che, in un’intervista rilasciata a Tpi, padre Alex Zanotelli torna a puntare l’indice sulla gestione dei flussi e sulla chiusura di porti e confini. E forzando casi e paragoni, arriva a dire: «Gli italiani facevano adozioni a distanza. Perché non farle anche a vicinanza?». E poco prima, a stretto giro, dando libero sfogo alla contrarietà e al risentimento per come sono state dirette le operazioni degli ultimi sbarchi, il don pro-migranti tuona: «Dobbiamo solo vergognarci di come ci siamo comportati». E ancora: « Quello che sto vedendo è la disumanizzazione della società».

L’anatema del religioso contro i “cattivi politici” e il “nuovo razzismo”

Non solo: tra anatemi su Europa e Stati Uniti, dissertazioni su genesi ed esegesi del problema, padre Zanotelli universalizza il male e globalizza la cattiveria, e tirandone fuori una a tutti, sentenzia con tono grave: «Il problema non è solo italiano, è europeo. Anzi, magari fosse solo europeo. Basta vedere cosa sta succedendo questi giorni negli Stati Uniti: un governo sta andando in crisi per questo muro col Messico». Quindi, non ancora pago, l’ecclesiastico ammonisce urbi et orbi su quello che a sua detta sarebbe il vero problema intorno a cui il mondo intero starebbe girando: «È un problema della tribù bianca, che si sente minacciata ovunque…Iniziamo a percepire che siamo una minoranza, questi popoli stanno avanzando e ce li ritroviamo anche in casa. Vale per l’Australia, per gli Stati Uniti, per l’Europa, il Canada». Quindi, quasi a stilare un’ideale graduatoria dell’imperdonabile, padre Zanotelli arriva a decretare quella che per lui è la vergogna più grande: la cattiveria frutto di un “nuovo razzismo”, un primato che per il prete pro-migranti va equamente diviso tra Salvini e Orban, senza dimenticare l’imprescindibile Trump. A loro, però, arriva a dire il sacerdote in un’altra parte dell’intervista, fanno da contraltare quelli che, in un’ottica a nostro avviso distorta e quanto meno discutibile, per padre Zanotelli sono invece  “i buoni”: ossia tutti coloro che, tra sindaci, oppositori istituzionali e dissidenti in seno alla popolazione civile, praticano la “disobbedienza” eretta a sistema.

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