Sanremo, girano le cifre: “Ecco quanto guadagna Baglioni”. E gli artisti di sinistra…

lunedì 14 gennaio 16:03 - di Liliana Giobbi

A rivelare le cifre è stato il Fatto Quotidiano. Subito dopo, la valanga di commenti sui social, le vignette, la rabbia del popolo del web. Claudio Baglioni, secondo quanto riportato, incasserebbe circa 800mila euro, con un aumento di 200mila euro rispetto allo scorso anno. Claudio Bisio avrebbe firmato un contratto per le cinque serata di 400mila euro, come Michelle Hunziker lo scorso anno, mentre la comica Virginia Raffaele avrebbe strappato un assegno più basso, 300mila euro come l’attore Pierfrancesco Favino. Stando alle stime di Rai Pubblicità, i ricavi dovrebbero essere di circa 25 milioni di euro, con un incremento del 5%. Per quanto riguarda le spese, sempre secondo quanto si legge sul Fatto, 12 milioni di costi a cui aggiungere quelli fissi, altri cinque milioni, per la convezione con la cittadina ligure.  Per quanto riguarda gli ospiti, sempre secondo Radio 105, le cifre si muoverebbero tra i 20.000 e i 50.000 euro. I nomi finora confermati sono quelli di Andrea Bocelli, a Sanremo con suo figlio, Giorgia ed Elisa. Ha invece smentito la sua presenza alla kermesse Checco Zalone.

E i cantanti (di sinistra) ne approfittano per dire: “Bravo Baglioni”

Come da copione. Dopo Fiorella Mannoia, Emma Marrone, Giuliano Sangiorgi e Daniele Silvestri, arrivano gli scontati messaggi di solidarietà a Baglioni. Tutti messaggi furbi, non dettati dall’amore per l’artista ma “politicamente indotti” dalla necessità di approfittarne per criminalizzare chi non vuole un’immigrazione incontrollata. La sinistra musicale, a corto di idee, si getta a capofitto nella polemica. Con l’hashtag #iostoconBaglioni, eccoli in fila indiana “capitanati” da Luca Barbarossa, gridare al rischio regime, manco fossimo sotto un’atroce dittatura. Roy Paci ha twittato: «Non ho mai detto ad un politico “fai il ministro che alla musica ci pensano i cantanti”. Ed è per questo che non permetterò mai a nessun politico di censurare le mie opinioni e quelle di amici musicisti che da sempre combattono contro ogni regime autoritario». «Ma davvero nel 2019 in Italia siamo ridotti a dover specificare che ognuno può dire ciò che pensa, a prescindere dal mestiere che fa? #iostoconbaglioni», ha scritto su Twitter Luca Barbarossa. «La politica siamo noi, lo è Baglioni, lo sono io, lo sono le persone che rappresentate. Quindi, se c’è qualcosa che non ci va giù, lo diciamo, come cittadini, come persone che tutelate», scrive Renzo Rubino.

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