Politica tra incomprensioni e “pacchie”: ecco cosa ci aspetta nei prossimi mesi

mercoledì 23 gennaio 15:54 - di Carlo Ciccioli

Riceviamo da Carlo Ciccioli e volentieri pubblichiamo:

Caro direttore,

“Tutto ciò che deve accadere, accade”. È una frase banale quasi del “professor Catalano” di Renzo Arbore, ma in realtà è proprio ciò che sta per succedere. Di cosa avverrà in Italia nella prossima primavera e comunque nei prossimi mesi autunnali riguardo alla maggioranza gialloverde di Lega e 5 Stelle, dello scenario che uscirà dalle prossime elezioni europee e del futuro del Governo, se ne parla in ogni incontro politico che si rispetti. Ovviamente ci sono varie scuole di pensiero. Cito i filoni principali emersi in incontri e convegni a cui ho partecipato ascoltando i protagonisti in pubblico e conversando in privato; talvolta intervenendo anche nel dibattito. Bruno Vespa, nel corso della presentazione del suo ultimo libro Rivoluzione, in cui narra gli eventi della nascita della “Terza Repubblica”, prevede che dopo le elezioni europee non succederà granché. La svolta invece potrebbe accadere all’indomani delle elezioni regionali in Emilia Romagna, previste nel prossimo novembre per scadenza naturale, dove, se la Lega ed il centrodestra dovessero battere il Pd, si aprirebbe uno scenario in cui Salvini potrebbe sfiduciare il Governo ed andare con il vento in poppa alle probabili elezioni anticipate, senza dover approvare una nuova finanziaria 2020 con contenuti simili a quella attuale, che molto ha irritato i sostenitori storici dell’elettorato leghista e di centrodestra. A quel punto sarebbe impossibile far decollare un Governo PD-5 Stelle, rischio che invece attualmente potrebbe profilarsi all’orizzonte con i buoni uffici di Mattarella in caso di sfiducia. Enrico Mentana, in un altro incontro ha sostenuto al contrario che questa maggioranza durerà a lungo, perché con una fiducia nei sondaggi alle forze di questo Governo del  58/60%, un’opposizione inesistente di Forza Italia e Partito democratico, forze politiche nate per governare e non certo per fare opposizione, c’è uno scenario di “pacchia” irripetibile per Lega – 5 Stelle. Per quanto possono soffrire per reciproche incomprensioni, governando insieme approvano leggi, modificano precedenti provvedimenti e soprattutto sfornano nomine continue, dalla Rai agli Enti pubblici, dalla Partecipate dello Stato alle Commissioni indipendenti. Sullo sfondo addirittura nel gennaio 2022 la possibile elezione del nuovo Presidente della Repubblica senza mediazioni con nessuno. Alan Friedman, alla presentazione di un suo nuovo libro sull’economia italiana, invece ha sostenuto che il Governo Conte non sarà sfiduciato dal Parlamento, ma sarà battuto dall’assedio dei poteri finanziari internazionali, dagli Stati europei che mal sopportano in Italia questa maggioranza atipica ed “illegittima”, dai Circoli giornalistici, intellettuali e le lobby di potere internazionali che ne contestano i presupposti culturali non essendo “politicamente corretta”. E alla fine saranno la recessione economica e le difficoltà sociali a dare il colpo di grazia a questa maggioranza, con la gente sulle strade a protestare in un clima pre-venezuelano. Ultimo parere, quello espresso in una conferenza dallo scrittore e regista francese Emanuel Carrère, un intellettuale figlio di una storica di origine russa, membro dell’Accademia di Francia,  profuga di una famiglia sfuggita alla Rivoluzione sovietica del 1917,  il di cui padre però fu fatto scomparire, e probabilmente fucilato, dai partigiani nel 1944 con l’accusa di essere un collaborazionista del Maresciallo Petain. Carrère proviene dall’area del centrosinistra moderato, tanto da avere appoggiato Macron alle ultime presidenziali del 2017, anche se ora appare critico. Carrère afferma che al centro della politica oggi c’è l’impoverimento del ceto medio. Mentre i ricchi diventano sempre più ricchi ed i poveri più o meno mantengono lo stesso status sociale, il ceto medio, che è il vero architrave sociale delle Nazioni europee, sta precipitando verso livelli di difficoltà lavorative e ristrettezze economiche tali da determinare una rabbia diffusa e imponente, che non è ristretta solo al movimento dei cosiddetti “gilet gialli”. Ha apprezzato moltissimo il libro autobiografico di una giornalista francese che sotto falsa identità per sei mesi ha scelto come residenza una città della Normandia,  fingendosi una donna alla ricerca di lavoro nelle agenzie di collocamento . Ha fatto la donna delle pulizie, la badante, ha svolto lavori saltuari di poche settimane in varie aziende ed ha descritto le condizioni di centinaia di altre persone, uomini e donne nella sua stessa situazione di precarietà. Ne è nata la trama di un film che Carrère comincerà a girare appunto in Normandia a fine febbraio. Carrère sostiene che sarà quello il tema principale delle elezioni europee di giugno in tutto il Continente e sarà quello a determinare il risultato e la caduta o la sopravvivenza dei governi. Gli scenari sono aperti, ma quel che tutti evidenziano è che è finito un ciclo, quello dell’assetto dell’Unione Europea così come l’hanno determinata i suoi leader fino ad oggi, con regole economiche compiacenti per alcuni piuttosto che per altri; con norme bancarie o di bilancio che hanno strangolato i piccoli risparmiatori italiani e popoli come accaduto per la Grecia; che stanno portando alla rovina intere fasce sociali fino a poco tempo fa benestanti, che stanno svuotando tutte le fasce di ceto medio che in realtà sono quelle che hanno  determinato stabilità economica e politica del Vecchio Continente. Che rivoltandosi hanno  spazzato via anche altrove la Clinton negli Stati Uniti e Renzi in Italia, che hanno  determinato la sconfitta della Merkel e l’affermazione dei movimenti sovranisti ed anti-immigrazione, fatto questo  vissuto come un attacco ai livelli di sicurezza e benessere conquistati nel tempo. Per ora nessuno può sapere come andranno veramente le cose: è il tempo dell’incertezza e dell’attesa, e proprio per questo la Destra politica deve elaborare anche in Italia un progetto strategico per non essere tagliata fuori o assorbita, in un contesto di grandi cambiamenti epocali. 

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