Cannabis, parlano gli esperti: bastano uno o due spinelli per alterare il cervello dei giovani

martedì 15 gennaio 15:24 - di Fabio Marinangeli

Il risultato scientifico non lascia spazio a dubbi: sono sufficienti pochi spinelli per alterare la struttura del cervello negli adolescenti. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Journal of Neuroscience dai ricercatori dell’Università del Vermont, negli Usa. È una risposta ferma, decisa a chi si intestardisce a dividere droghe leggere e droghe pesanti, nascondendo così il potere devastante di qualsiasi sostanza stupefacente. Ed è una risposta a chi continua a sbandierare la necessità di una liberalizzazione. Per i ricercatori, infatti, un anomalo incremento del volume della corteccia cerebrale, in corrispondenza di aree legate alle emozioni e alla memoria, è stato osservato per la prima volta in quattordicenni che avevano consumato cannabis sporadicamente. Il risultato – come riporta Tgcom24 – apre nuovi interrogativi sulla legalizzazione della sostanza a scopo ricreativo. «A quanto pare basta consumare solo uno o due spinelli per modificare i volumi della materia grigia in questi giovani adolescenti», ha sottolineato lo psichiatra Hugh Garavan.

Spinelli, le analisi fatte dai ricercatori

I ricercatori hanno analizzato i dati relativi allo sviluppo cerebrale e alla salute mentale di adolescenti esaminati tra Gran Bretagna, Irlanda, Francia e Germania nell’ambito del progetto europeo Imagen. Lo studio ha incluso 46 quattordicenni che avevano fatto uso di cannabis appena una o due volte. Nel loro cervello sono stati riscontrati anomali aumenti di volume di alcune aree di materia grigia sensibili ai cannabinoidi: le alterazioni più significative sono state osservate nell’amigdala (legata alla paura e altri processi emotivi) e nell’ippocampo (legato alla memoria e alle abilità spaziali).
Resta ancora da capire quali siano la portata e il significato di queste alterazioni strutturali. Solitamente nell’adolescenza il cervello va incontro a una “potatura” delle connessioni nervose che riduce i volumi: è dunque possibile che la cannabis vada a inibire questo processo.

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