Risse, tensioni, liti. Ma il governo frega tutti e resiste ai catastrofisti

domenica 16 dicembre 12:47 - di Annalisa Terranova

Per i due vicepremier, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, è ormai diventato un mantra da recitare all’occasione: il governo va avanti, la maggioranza tiene, non ce la faranno a  farci litigare.  A dispetto del quadro catastrofista dei media, che sottolineano le tensioni esistenti su manovra, pensioni e reddito di cittadinanza (l’ultima schermaglia Lega-M5S riguarda l’ecotassa) i giallo-verdi sanno che devono stare insieme per forza a rischio di mettere a repentaglio la loro stessa credibilità, obiettivo più importante di tutti gli altri, promesse elettorali comprese. A fare da cemento unificante di formazioni molto differenti basta tra l’altro il clima apocalittico con il quale ogni mossa dei due vicepremier viene commentata da giornali, siti e avversari politici ostili. Un atteggiamento che, come si sarebbe detto un tempo, fa “serrare i ranghi”, mantiene le “truppe” in uno stato d’animo agguerrito e consente a Salvini di parlare in “fascistese”: molti nemici, molto onore…

Fanno tutto gli altri, insomma. Non c’è bisogno di sforzi particolari per far credere ai propri seguaci, come ancora oggi ha fatto Salvini, che la vecchia politica, gli affaristi, le lobby, o anche i poteri forti evocati da Di Maio – in pratica tutto l’armamentario del linguaggio populista classico – fanno il tifo per un’implosione della maggioranza giallo-verde perché hanno tutto da guadagnare, a spese ovviamente degli italiani. Nel frattempo però ad implodere sono gli altri: il Pd, Forza Italia, il partito di Grasso e Boldrini. Non c’è congiuntivo errato di Di Maio, non c’è post inopportuno di Salvini che possa pareggiare i conti con lo spettacolo di una sinistra in estinzione.

Che se ne rendano conto o no, i due vicepremier, con l’aiuto interessato del mite e poco loquace Giuseppe Conte, facendo il gioco dell’altalena tra destra e sinistra, continuano a reggere e reggeranno ancora. Così, se Salvini mette in crisi decenni di politica estera italiana con le sue affermazioni sugli hezbollah, arriva Di Maio a tirare la coperta verso sinistra. E se il reddito di cittadinanza fa imbufalire gli imprenditori del Nord che avevano dato fiducia alla Lega arriva Giancarlo Giorgetti a tirarla verso destra. E lo stesso è avvenuto sulla Tav e sulla faccenda dei 49 milioni che la Lega deve, secondo sentenza, restituire allo Stato italiano. E quando proprio non si sa da che parte tirarla, la coperta, si invoca la manina occulta… E così continuerà ad accadere.

Il silenzio di Giuseppe Conte rispetto a queste vicende è strategico. Nel campo governativo lui è il punto dove le tensioni si scaricano e le forze opposte si annullano. Lui deve stare zitto per riuscire a far apparire il compromesso tra Salvini e Di Maio come un responsabile fattore di stabilità. Lui convoca il vertice a Palazzo Chigi e le batterie si ricaricano. La macchina riparte. Accadrà anche oggi. E anche oggi sarà mandato un segnale ai catastrofisti.

Commenti

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  • Carlo Cervini 17 dicembre 2018

    Sono come i ladri di Pisa: fingono di litigare di giorno e poi vanno a rubare insieme di notte…………….in particolare risparmi, pensioni e libertà di chi tira la carretta per tutti.

  • Andrea Marconcini 16 dicembre 2018

    Francamente non comprendo tutti questi sospiri di sollievo sulla tenuta dell’Esecutivo Gialloverde da parte dell’organo di un Partito che fino a prova contraria è convintamente all’opposizione e non ha di certo risparmiato critiche al Governo sulle scelte e il programma sin qui messo in pratica.Però per essere sincero mi sorge un dubbio e cioè non sarà forse per il fatto che un certo Signor Alemanno ci ha abbia messo lo zampino o per meglio dire visto anche il periodo di festa che ci accingiamo a vivere,il suo zampone.E’ infatti da tempo che il nostro simpatico amico ha fiutato l’odore della poltrona e del riscatto politico e si è tuffato a peso morto nelle placide e perciò sicure acque padane.Sapete com’è,a pensar male si fa peccato però sovente ci si indovina e . . . . .

  • giancarlo 16 dicembre 2018

    Qui non è questione di catastrofisti ma di un governo che sta facendo catastrofi in economia a causa della demagogia populista e pauperista del 5 stelle