Meloni insultata, le donne di sinistra zitte zitte. Scivolone di Boldrini

giovedì 6 dicembre 9:57 - DI Vittoria Belmonte

Una giornalista di sinistra, Stefania Podda, ex redattrice di Liberazione, ha scritto sul suo profilo Facebook rivolta alle donne della sua area politica: oh ma ce la fate a dire che Toscani ha sbagliato senza specificare che Giorgia Meloni è una fascista? Insomma ce la fanno le donne di sinistra a condannare l’atto misogino e maschilista di Oliviero Toscani contro Giorgia Meloni senza prendere al contempo le distanze dalla leader di FdI? Perché in questi casi si fa così: o si sta col maschio aggressivo o si sta con la donna che ne subisce la condotta. Ebbene pare proprio che le donne di sinistra non ce la facciano a esprimere una solidarietà netta, rotonda e chiara. A cominciare da Laura Boldrini che parla del caso Meloni ma trasforma la sua dichiarazione in un atto d’accusa contro colei che dovrebbe ricevere la sua solidarietà: “Sulle parole di Oliviero Toscani a Giorgia Meloni ho detto ieri sera al Tg1 che sono contraria a ogni forma di eccesso verbale e che si può essere critici verso le opinioni altrui senza arrivare all’offesa personale. Io la violenza e l’odio le ho condannate sempre, anche quando hanno colpito i miei avversari politici. Giorgia Meloni può affermare la stessa cosa?”. In pratica Meloni non sarebbe abbastanza femminista, o abbastanza vicina alla condotta seguita da Laura Boldrini per meritarne la solidarietà piena.  Ma anche opinioniste oggi patinate e un tempo vicine alla destra come Sofia Ventura e altre  -che giustamente criticarono Salvini per aver portato sul palco una bambola gonfiabile paragonandola a Laura Boldrini –  sembrano avvolte in un silenzio imbarazzato.

In pratica tutto il mondo femminile che insorgeva per le barzellette sessite di Silvio Berlusconi o per le sue battute fuori luogo tipo quella a Rosy Bindi (“lei è più bella che intelligente”) trovano oggi piùfacile tacere che condannare. La stessa Michela Murgia, nuova stellina del panthoen antifascista, la scrittrice per la quale nascere maschio comporta già lo stigma della cultura mafiosa, non dice una parola. Stessa scelta per la loquace Monica Cirinnà, tutta presa dalle sue battaglie in favore delle famiglie arcobaleno, e per altre esponenti del Pd molto attive sui social e che spesso troviamo nei talk show, da Alessia Morani a Anna Ascani. Tutte silenti, tutte distratte. Repubblica addirittura solleva il caso di un’assessora di Pavia insultata sui social per avere criticato il decreto sicurezza. Si chiama Alice Moggi e sul suo profilo Fb si lamenta che qualche hater le ha consigliato di andare a fare la casalinga. Ma se casalinga è diventato un insulto dare a una donna della “ritardata” che cos’è?

 

Commenti

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  • wy-not@libero.it 6 dicembre 2018

    la sinistra becera e radical-chic non parlerà mai se la persona offesa non è sinistroide

  • max.bialystock@libero.it 6 dicembre 2018

    è incredibile che decidano quattro sfigate quando è come portare, eventualmente, solidarietà ad altre esponenti politiche donne
    manca, nella (pseudo) sinistra ogni buon senso, rispetto vero ed eleganza…

  • rosalba.sini@gmail.com 6 dicembre 2018

    Scusate,ma la signora Meloni cosa se ne fa della solidarietà delle donne di sinistra,false,ipocrite?Siamo e saremo sempre “diverse”!!!