Lucca, nigeriani spacciavano nella Croce Rossa offrendo anche vitto e alloggio…

giovedì 6 dicembre 16:14 - DI Lucio Meo

Gli agenti della questura di Lucca hanno effettuato questa mattina un’operazione contro lo spaccio di droga al centro accoglienza gestito dalla Croce Rossa Italiana in zona Tagliate: tre richiedenti asilo, tutti di nazionalità nigeriana, sono stati arrestati ed è stato sequestrato un ingente quantitativo di marijuana, pronta per lo spaccio. Secondo quanto ricostruito durante le indagini, i tre si rifornivano di marijuana a Modena per poi spacciare a italiani e agli stranieri
all’interno della struttura gestita dalla Croce Rossa Italiana a Lucca. Gli arrestati, ex ospiti della struttura, nascondevano la droga in cuscini e materassi. Durante i controlli all’interno del centro di accoglienza sono stati scoperti anche sette stranieri irregolari. L’operazione ha scardinato un gruppo che, da gennaio a luglio scorsi, ha trasformato piazzale Don Baroni in un mercato della droga a cielo aperto, ceduta appena fuori la struttura della Croce Rossa che li accoglieva in quanto richiedenti asilo. Il gruppo nascondeva lo stupefacente nelle tende del centro, tra i guanciali e i materassi. Se i clienti erano italiani gli indagati, contattati telefonicamente, uscivano dalla struttura per effettuare la cessione.

Se il cliente era uno straniero, e di colore, veniva invitato ad entrare e fornito di un badge; fingendosi un richiedente asilo, aveva così libero accesso e, acquistato lo stupefacente, poteva scegliere di trattenersi in struttura o di allontanarsi. Vitto e alloggio compreso, dunque. A capo del sodalizio un 28enne nigeriano, prima ospite della struttura ed in seguito trasferito a Montecatini Terme (Pistoia). L’uomo poteva contare su una clientela che è riuscito a mantenere ed incrementare grazie ai complici, due connazionali all’epoca dell’indagine ospiti della Croce Rossa: un 22enne, richiedente asilo ospite di una struttura di Ghivizzano (Lucca), sottoposto alla custodia cautelare in carcere, e un 28enne, richiedente asilo, sottoposto agli arresti domiciliari presso una struttura di Camporgiano. In alcuni casi, il nigeriano, da Montecatini, contattava i sodali e li avvertiva dell’arrivo dei clienti; altre volte, in mattinata, arrivava alla stazione di Lucca e, raggiunto il campo, iniziava a spacciare con i due complici, che mandava fuori dalla struttura a fare le cessioni. I due avevano inoltre il compito di rifornirsi dello stupefacente; allo scopo veniva impiegato il denaro provento dello spaccio, al netto dei guadagni.

La marijuana trattata dal gruppo era appetibile in quanto ceduto a prezzi estremamente concorrenziali. Per acquistarla arrivavano anche da Prato. Alcuni clienti pagavano lo stupefacente 5 euro al grammo e, a seconda dei casi, si rifornivano di singole dosi ovvero di quantitativi più importanti, sino a 50 grammi. L’1 giugno scorso il capo del sodalizio è stato arrestato dalla locale squadra mobile, presso la stazione centrale di Lucca, con 982 grammi di marijuana, confezionati sottovuoto in una busta nascosta all’interno di uno zaino. Dopo il giudizio per direttissima, l’arrestato è stato sottoposto agli arresti domiciliari a Lucca. Immediatamente dopo il rientro nell’abitazione, il nigeriano ha dato disposizione ai due sodali per soddisfare la clientela che continuava a chiamarlo. Pochi giorni dopo, è partito per la Germania rendendosi irreperibile. Il sodalizio indagato si riforniva di marijuana da un connazionale residente a Modena, che riusciva a garantire cessioni di un chilo di marijuana alla volta. Il fornitore modenese, un 33enne nigeriano, è stato arrestato e sottoposto agli arresti domiciliari a Macerata, dovesi trovava momentaneamente in visita ad alcuni parenti. Contestualmente è stata eseguita la perquisizione, delegata dalla Procura della Repubblica di Lucca, della struttura della Croce Rossa che accoglie i richiedenti asilo in piazzale Don Baroni. L’attività, eseguita dagli uomini della squadra mobile di Lucca, coadiuvati dall’Ufficio Volanti della Questura, da uomini del Reparto Prevenzione Crimine della Toscana, del Reparto Mobile di Firenze e da un’unità cinofila della Polizia Municipale di Prato, ha dato esito negativo per il rinvenimento di sostanza stupefacente.

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