Lo spread cala a 278: è il livello più basso da ottobre. Ma Fitch taglia la crescita

mercoledì 5 dicembre 18:09 - DI Redazione

Segnali positivi sul fronte dei mercati. Lo spread tra Btp e Bund cala a 278 punti base per la prima volta dall’inizio di ottobre scorso. Il rendimento del titolo decennale italiano è al 3,05%, il livello più basso da fine luglio. In netta discesa anche il tasso del titolo a due anni scivolato fino a 0,558%, ai minimi dal 19 luglio.

Intanto, però, Fitch taglia le stime di crescita dell’Italia dall’1,2% all’1% nel 2018 e dall’1,2% all’1,1% nel 2019 a causa dell’ “incertezza politica domestica” e dei “timori per il commercio globale”.

Fitch, si legge nel Global Economic Outlook, nutre dubbi sul fatto che l’allentamento fiscale possa spingere il pil nel 2019, sia “per le incertezze sui dettagli dell’implementazione” che “per i probabili bassi impatti moltiplicatori di alcune misure”.

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  • giaretta.francesco@gmail.com 6 dicembre 2018

    Fitch, insieme a Standard & Poor’s e Moody’s è sotto inchiesta per l’accusa di aver manipolato il mercato con dati falsi, in modo pluriaggravato e continuato[2]. Gli indagati sono due dirigenti dell’agenzia che ha sede a Parigi e il legale rappresentante in Italia della società stessa.

    Il presidente dell’Adusbef, Elio Lannutti, ha precisato che:

    «Finalmente è emerso e si è presa coscienza del fatto che le «tre sorelle», Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch sono un pericolo vagante per la sovranità degli stati in materia economica e finanziaria e che emettono report a orologeria, visto che fra i loro soci ci sono le banche più importanti e potenti al mondo, la Credit Union, la Ing e altre. Insomma sono molti i conflitti di interesse presenti in queste agenzie di rating e ora se ne ha consapevolezza, anche politica, che si tratta di entità private che rappresentano un pericolo per la stabilità economico-finanziaria degli Stati e per i risparmiatori» [3].»

    La procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani contesta alle agenzie di rating l’aggravante di «aver cagionato alla Repubblica Italiana un danno patrimoniale di rilevantissima gravità» [4], che dovranno risarcire[5].