Leicester, l’elicottero precipitato per la rottura di un cuscinetto dei pedali del rotore di coda (video)

giovedì 6 dicembre 19:07 - DI Paolo Lami
Leicester, elicottero precipitato

Si era parlato inizialmente perfino di un drone che stava volando sullo stadio e poteva essere stato risucchiato dalle pale dell’elicottero ma ora si è scoperto con certezza che all’origine della tragedia che il 27 ottobre ha causato la morte del presidente del Leicester City, Vichai Srivaddhanaprabha, di due membri del suo staff, Nusara Suknamai e Kaveporn Punpare, e dei piloti Eric Swaffer e Izabela Roza Lechowicz non c’è né un drone né un errore umano né, tantomeno, un evento atmosferico ma, molto più semplicemente, un incredibile guasto ai pedali del pilota che comandano il rotore posteriore.

Gli investigatori dell’Air Accident Investigation Branch impegnati nell’inchiesta sull’incidente dell’elicottero sul quale viaggiava il proprietario della squadra di calcio del Leicester City hanno scoperto che è stato un guasto alla pedaliera a far precipitare il 27 ottobre scorso il velivolo, uccidendo lui e altre quattro persone che si trovavano a bordo.

Gli investigatori dell’Aaib hanno potuto esaminare la carcassa dell’elicottero ricoverata presso la struttura specializzata dell’Air Accident Investigation Branch a Farnborough scoprendo ( qui l’intero report originale dell’Aaib ) che i pedali si erano disconnessi dal sistema che li collegava al rotore di coda: il guasto ha fatto così roteare verso destra, in maniera totalmente incontrollata, il costosissimo elicottero AW169, prima che il mezzo si schiantasse al suolo poco distante dal King Power Stadium. Ma l’inchiesta, secondo la Bbc, prosegue.

«I pedali di imbardata nella cabina di guida sono collegati al sistema di controllo del rotore di coda mediante un cavo flessibile che scorre su cuscinetti a sfera all’interno di un involucro esterno – ricostruiscono gli investigatori dell’Air Accident Investigation Branch – Il sistema di controllo del rotore di coda è stato prima ispezionato sul luogo dell’incidente» scoprendo che il meccanismo della leva di ingresso non era collegato all’albero di controllo. Il perno, i distanziali e uno dei cuscinetti di centraggio mancavano dalla leva. Il dado di bloccaggio e il supporto del perno sono stati trovati allentati nella carenatura del rotore di coda ed erano uniti insieme (dovrebbero essere componenti separati)».

I componenti sui quali si è appuntata l’attenzione degli specialisti di Farnborough – i cuscinetti duplex del rotore di coda – sono stati esaminati utilizzando uno scanner per tomografia computerizzata. Ed è emerso che vi erano «fratture alle gabbie dei cuscinetti e danni significativi sulla superficie delle piste interne del cuscinetto». Il problema ha portato ad una serie di ispezioni sia sugli AW169 che sugli AW189.

Subito dopo l’incidente, l’Easa, l’agenzia europea per la sicurezza del volo, ha ordinato controlli approfonditi sui rotori di coda di tutti gli elicotteri AW169 prodotto, dal 2015, dall’azienda italiana Leonardo, e, precedentemente, dalla Agusta Westland poi confluita nella nuova Finmeccanica, e sui modelli simili.

L’AW169, un elicottero intermedio leggero a doppia turbina di ultima generazione è un bestione di oltre 4 tonnellate e mezzo spinto da due motori Pratt & Whitney Canada PW210A, può portare fino a 12 passeggeri con un equipaggio di due piloti.


                
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