Dic 28 2018

Annalisa Terranova @ 17:28

Le principesse Disney stravincono in tv. Il principe azzurro è vivo e lotta insieme a noi…

In prima serata, a Natale, Santo Stefano e 27 dicembre, le principesse delle fiabe tradizionali, che prendono vita nei film classici della Disney, hanno sbaragliato gli altri programmi. Picchi di share che confermano che quelle fiabe è meglio non toccarle, che piacciono proprio così come sono, senza infiltrazioni femministe, senza revisioni politicamente corrette, senza puntare su Elsa di Frozen che forse avrà una fidanzata, forse no… .

Alla fine vincono sempre loro: Biancaneve, Cenerentola e La Bella addormentata (che ieri sera ha totalizzato oltre 5milioni di telespettatori su Rai1), con i loro principi azzurri al seguito. Al pubblico va bene così da diverse generazioni. E per fortuna, aggiungiamo noi. Alla faccia dell’attrice Keira Knightley secondo cui Cenerentola è diseducativa per le bambine. Una lezione anche per un’altra attrice, Kristen Bell, che non trova giusto che il principe baci Biancaneve senza prima chiederne il consenso. Il pubblico ignora queste corbellerie e continua ad applaudire le fiabe così come le conosciamo, così come ce le hanno raccontate le nonne, così come le raccontavano alle nonne quando erano bambine. L’impalcatura di quelle fiabe non teme le nevrosi da #metoo e le smanie censorie che siano o meno in buona fede.

Il ruolo del principe azzurro

Concentriamoci allora sul Principe azzurro, questa figura che lederebbe l’autonomia delle eroine delle fiabe rendendole così poco adatte ai palati femminili emancipati. Con l’aiuto dello studioso Attilio Mordini, che alle fiabe e al mito ha dedicato vari scritti di approfondimento (in particolare si veda “Il mito antico e la letteratura moderna”, Solfanelli), cerchiamo di capire qual è la sua vera funzione nella fiaba. La Bella dorme nel bosco attendendo di essere risvegliata, essa, come tutta la foresta, simboleggia la materia che attende il “tocco della forma” (il bacio), essa rappresenta le acque contenute nell’abisso che attendono il “bacio di luce, del Fiat Lux”, come si narra nella Genesi. Non a caso, spiega ancora Mordini, anche Biancaneve, un’altra “bella addormentata”, è custodita da sette nani: “Sette sono appunto le giornate della Genesi, sette quanti sono, secondo la tradizione, i pianeti che regolano tutto il cosmo”. La foresta è, ancora, metafora dell’essere umano in preda agli istinti e la bella è l’anima non ancora baciata dalla grazia. “Secondo le Upanishades, il principe potrebbe corrispondere a Buddhi, il raggio che dall’occhio di Brahma scruta sulle acque dell’anima. Di nuovo, dunque, le acque e la donna concidono. E secondo la tradizione del sufismo islamico, il principe è appunto il raggio azzurro di Allah che congiunge l’anima umana al centro dell’essere universale e la risveglia alla conoscenza interiore“. La stessa lettura mistico-religiosa, legata agli archetipi simbolici che dai miti trapassano alle fiabe di Perrault e dei fratelli Grimm, Mordini la applica a Cenerentola. La fanciulla è una iniziata alla via della vera Sapienza, è una predestinata alle nozze regali (che rappresentano il compimento dell’iniziazione). La fata che funge da aiutante ci fa pensare “alla tradizione celtica e al magistero alla via della Sapienza concepito come servizio gratuitamente dovuto ai qualificati”. Il segno della qualificazione è la scarpetta (di vetro secondo Perrault, d’oro secondo i Grimm) ma sempre scarpa che altri non possono calzare, fatta apposta per un “piede tale da poter percorrere, leggerissimo, le vie della Sapienza celeste”. Il limite della mezzanotte entro il quale fare ritorno sta ad indicare che la gloria divina si manifesta nella realtà terrena attraverso brevi epifanie: un tempo di luce che tutto trasfigura e di cui noi umani dobbiamo approfittare. Ecco in cosa ci imbattiamo guardando i film delle principesse Disney. Eccolo il vero significato di un successo che non sembra soffrire le ingiurie del tempo. Altro che lagne femministe. Bisogna tornare a leggere Attilio Mordini per inoltrarci in un mistero che incanta a dispetto di tutti.