La strage di Corinaldo, forse una banda di ladri stranieri ha spruzzato lo spray (video)

sabato 8 dicembre 11:44 - di Paolo Lami
Corinaldo, i soccorsi dei Vigili del Fuoco a una delle vttime della tragedia alla discoteca Lanterna Azzurra

Potrebbe esserci una banda di ladri stranieri all’origine della tragedia che ha provocato 6 morti, cinque minorenni e una mamma di 39 anni che aveva accompagnato la figlia al concerto – Asia Nasoni, 14 anni, di Senigallia, Daniele Pongetti, 16 anni, di Senigallia, Benedetta Vitali, 15 anni, di Fano, Mattia Orlandi, 15 anni, di Frontone, Emma Fabini, 14 anni, di Senigallia e mamma Eleonora Girolimini, 39 anni, di Senigallia – nella fuga precipitosa all’esterno della discoteca la Lanterna Azzurra di Corinaldo  dopo che qualcuno ha spruzzato uno spray urticante fra i ragazzi che ballavano durante il concerto del trapper milanese Sfera Ebbasta.

Secondo quanto racconta un pubblic relation della discoteca, la banda di stranieri che è specializzata nel derubare i ragazzini, potrebbe proprio essere all’origine della tragedia della discoteca di Corinaldo Lanterna Azzurra, in provincia di Ancona.

L’ipotesi è del pierre della Lanterna Azzurra, Lino Del Bianco, che gestisce l’immagine di diversi locali della Bassa Romagna: “Sono quasi sicuro – dice all’Adnkronos –  alle feste nei locali lo spray si vede sempre più spesso. Ci sono un sacco  ragazzini che si lamentano di essere  derubati o di aver perso degli oggetti, non pochi casi, tanta roba. Lo spray viene tirato fuori dalla banda quando qualcosa va storto”.

Secondo il pierre della discoteca di Corinlado ormai è una prassi e c’è una costante: “Io collaboro con tutte le discoteche della Bassa Romagna, lo spray c’è alle feste delle scuole, agli eventi dei più giovani, non a quelli degli adulti. Non può essere solo l’iniziativa di qualche sciocco ragazzino che non sa come divertirsi”.

Una banda dunque che non sarebbe composta da abitanti della zona: “è un’ipotesi, ripeto, ma secondo me si tratta di stranieri e  questa situazione si verifica da circa 1-2 anni in una percentuale del 10-20 per cento. Spesso in pista, spesso nella calca, la banda si avvicina, e se scoperta tira fuori lo spray creando la confusione necessaria per avere il tempo per dileguarsi”.

Quanto all’affollamento o meno della Lantera Azzurra, per il pierre, “dentro c’erano solo 800 persone, e altri 900 circa fuori ad aspettare di entrare.  Un cantante come quello di ieri normalmente è da migliaia di presenze. Non è certo il primo evento che si tiene in quel locale dove non ci sono giri strani di droga o altro”.

Ma a livello investgativo resta, comunque, aperta la questione della quantità di persone che era presente in discoteca al momento in cui è scoppiato il panico e, poi, la fuga.

“Stiamo verificando con i Vigili del fuoco la capienza della discoteca e se le dotazioni erano adeguate per poter ospitare questo tipo di manifestazioni”, dice il comandante  provinciale dei carabinieri di Ancona, Cristian Carrozza, ricostruendo la dinamica dell’incidente.
“Tra le varie ipotesi di causa scatenante – rivela Carrozza – c’è anche quella dello spray urticante, stiamo facendo i rilievi. I ragazzi sono fuggiti in un’unica direzione verso la porta posteriore di sicurezza della discoteca, c’erano scale e ringhiere alte un metro e mezzo che hanno ceduto sotto il peso dei ragazzi”.

Anche Matteo Salvini che si appresta ad andare a Corinaldo nel primo pomeriggio, ipotizza un eccessivo affollamento, rispetto alla capienza consentita, affollamento che potrebbe aver aggravato gli effetti del “fuggi fuggi” nella discoteca di Corinaldo che ha poi portato alla tragedia di questa notte nell’anconetano: “E’ molto probabilmente vero che all’interno c’era molta più gente del previsto, di quanto permesso. Mi sembra che la capienza fosse inferiore alle 900 persone, anche una unità in più è stata un errore che ha complicato tutto. Io mi tengo in contatto costante”, ha detto al Tg1 il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, specificando che “ci sono indagini in corso”, aggiungendo “mi sembra di poter smentire che la porta di sicurezza fosse chiusa” e che “è vero che nell’aria c’era una sostanza che infastidiva, una puzza di ammoniaca o spray al peperoncino“.

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