De Magistris chiama a raccolta i compagni contro la “deriva fascista”: la sinistra sono io

giovedì 6 dicembre 12:01 - DI Girolamo Fragalà

Prima si è scatenato contro Salvini e la “deriva fascista”. Poi contro Giorgia Meloni, accusata di «alimentare tensioni». Alla fine Luigi De Magistris ha deciso: sarà lui a cantare Bella ciao e a sventolare la bandiera rossa. Perché si sente il leader della vera sinistra in un’area zeppa di quelli che considera traditori. Ci mancava lui, nell’elenco degli integralisti nostalgici. Ne sono passati tanti sullo schermo, da Grasso alla Boldrini. Eccolo, il sindaco di Napoli, accendere i motori per portare gli operai in paradiso, accogliere tutti gli immigrati senza se e senza ma, trasformare il porto in un viavai di navi ong, dispensare buonismo a destra e a manca, mettersi sempre in vetrina. Prima di Natale, annuncia, sarà battezzato un nuovo soggetto politico (il suo), che avrà un nome e un simbolo. È il regalo (non richiesto e non gradito) da mettere sotto l’albero. A Radio Crc, ha spiegato De Magistris, tutto sta andando a meraviglia, «oltre le aspettative». Al suo appello – rivela il nuovo leader falce e martello – «hanno risposto tante persone venute da tutta Italia, circa un migliaio. C’è voglia di mettersi insieme per iniziare e consolidare un cammino che non è solo di sinistra perché la nostra proposta è maggioritaria. Vogliamo metterci insieme per cambiare davvero il Paese partendo dai territori, dai movimenti, dai militanti veri». Al convegno che ha organizzato al Teatro Italia, dice. «si respirava un’aria di sinistra vera, non di quella sinistra paludata e traditrice, o di quella che si intravede nelle depressive pre-primarie del Pd». Le linguacce cattive (che magari rivelano la verità) sostengono che non è tanto la passione ad animare il sindaco ma che invece tutto sia legato alla voglia matta di conquistare un posticino al sole, cioè alle europee. E De Magistris puntualizza: «In vista delle europee, un punto del programma per il Mezzogiorno potrebbe essere l’autonomia. Lo porterò al tavolo del programma che scriveremo insieme. La mia idea è fondare soprattutto sull’autonomia delle città, non credo tanto nelle Regioni che hanno fallito la loro mission». Un avanti popolo alla riscossa dove al posto del popolo c’è lui.

Commenti

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  • Giuseppe Tolu 7 dicembre 2018

    Chi sbraita di più in quel partito è premiato con qualche poltroncina, poveracci, mi astengo da fare altri commenti va’.

  • guiper5@virgilio.it 6 dicembre 2018

    La sinistra e’ arrivata al capolinea