Tutti uniti contro i no-Tav e la Appendino. A Torino la carica bipartisan dei 40mila

Folla a Torino per dire sì alla Tav. Imprenditori, sindacati, professionisti, politici (senza bandiere) e tanti cittadini si sono dati appuntamento in piazza Castello. L’iniziativa è stata promossa dal gruppo  “Sì, Torino va avanti”, nato qualche giorno dopo l’approvazione in Consiglio comunale dell’ordine del giorno con il quale il Comune ha espresso ufficialmente la propria contrarietà alla Tav, e da “Sì lavoro”, legata a Mino Giachino, ex sottosegretario ai Trasporti del governo Berlusconi, che ha lanciato una petizione online arrivata a più di 65mila sottoscrizioni. Secondo gli organizzatori sono oltre trentamila i presenti, nonostante la pioggia. Ma a conclusione della manifestazione i partecipanti sono arrivati a 40mila. Tutti si oppongono alla posizione della giunta Appendino sulla linea ad alta velocità per il trasporto delle merci. In piazza tanti tricolori e alcune bandiere a cinque cerchi, simbolo delle Olimpiadi invernali di cui Torino ha perso la candidatura per il 2026 dopo le divisioni all’interno della maggioranza pentastellata.

Tav, anche la Lega in piazza

Alla manifestazione hanno aderito il Partito democratico, i moderati, Forza Italia e la Lega, che malgrado governi col M5S ha una posizione diversa sull’alta velocità.  «Rispettiamo gli impegni assunti con M5S – sottolineano i parlamentari del Carroccio eletti in provincia di Torino – ma ribadiamo con forza che l’opera va realizzata. La nostra partecipazione alla manifestazione è innanzitutto un segno di rispetto e di attenzione verso il mondo produttivo e imprenditoriale piemontese che oggi ha deciso di scendere in piazza e che manifesta evidentemente un disagio». In piazza Castello, per la Lega, sono presenti i parlamentari Elena Maccanti, Gualtiero Caffarrato, Marzia Casolati e Alessandro Benvenuto. «Siamo parlamentari eletti in provincia di Torino, rappresentiamo una forza politica di governo che vuole dialogare. Siamo favorevoli alle grandi opere e riteniamo la linea Torino-Lione fondamentale e strategica per il Piemonte e per tutto il Paese», aggiungono gli esponenti del Carroccio.

In piazza anche Fratelli d’Italia e Radicali, che hanno raccolto firme per due referendum. Decine di persone si sono messe in coda ai banchetti per firmare la richiesta di referendum a favore della Torino-Lione. Sono due le petizioni presentate: una da Fratelli d’Italia, che punta a un referendum propositivo, e una dai radicali a sostegno della delibera per l’indizione di una consultazione cittadina. Tra i partecipanti pure venti sindaci della Valle di Susa. In piazza anche Maria Stella Gelmini, capogruppo di FI alla Camera: «Questa piazza è ottimismo. Parla alla crescita e allo sviluppo». «Sono grata alla città che ha deciso di scendere in piazza per dare un segnale di presenza e di risveglio rispetto a un governo che dice no a tutto, alle infrastrutture e alla crescita – ha aggiunto – Sono qui con i parlamentari di Forza Italia ma voglio rispettare la connotazione civica di questa manifestazione. Torino – ha concluso – fa una grande cosa per il paese, perché la gente ha capito che con la propaganda non si va da nessuna parte. Torino dà un importante insegnamento al paese».

Il ricordo di Marchionne

«Eccoci alla faccia di chi ha detto che saremmo stati 502»,  ha detto uno speaker dal palco. E ancora: «Noi stiamo perdendo le energie migliori della nostra società: le famiglie li hanno educati, le scuole formati e noi diamo ciò che abbiamo creato, i nostri giovani, all’estero. Voglio dedicare questa piazza a Pininfarina e Marchionne che si sono battuti per la Tav». Da oggi, ha sottolineato Mino Giachino, sottosegretario ai trasporti nell’ultimo governo Berlusconi, «nulla sarà più come prima. Cambia il clima intorno alle grandi opere per rilanciare l’ economia. In questa piazza c’è un Pil che si aggira intorno ai 20 e 30 miliardi».

L’inno d’Italia cantato dalla piazza e accompagnato da lunghi applausi e sventolii di bandiere tricolore e dell’Unione europea ha concluso la manifestazione mentre dal bus aperto gli organizzatori hanno ringraziato i numerosi presenti e promesso «non finisce qui, la battaglia per il Tav va avanti».