Tragedia di Casteldaccia, l’addio alle vittime. La disperazione di un padre (video)

A Palermo è il giorno del lutto e della preghiera. Centinaia di persone sono arrivate davanti alla Cattedrale per dare l’addio alle nove vittime della tragedia di Casteldaccia. Un lungo applauso ha accompagnato il passaggio dei nove feretri. Il corteo funebre è stato aperto con le bare bianche dei bambini – Francesco di tre anni e Rachele di un anno – portate a spalla. Gli amici di Federico Giordano, il 15enne morto mentre tentava di soccorrere la sorellina Rachele, annegata anche lei nella villetta abusiva travolta dalla piena del fiume Milicia, hanno gridato in coro “Federico, Federico”. All’ingresso della cattedrale sono state appesi decine di palloncini bianchi. Gli applausi hanno accompagnato anche l’ingresso in cattedrale dei familiari delle vittime.

Tragedia di Castedaccia, la disperazione dell’unico superstite

Giuseppe Giordano, unico sopravvissuto all’alluvione di Casteldaccia, si è sdraiato sulle bare di sua moglie e dei suoi due figli. «Lasciatemi stare – ha gridato ai parenti che tentavano di allontanarlo – voglio stare vicino a Rachele, a Federico e a mia moglie. Lasciatemi, voglio stare qui». Dopo qualche minuto si è alzato e ha fatto venire accanto l’altra figlia, la 12enne Asia, scampata alla tragedia perché in quel momento si era allontanata da casa per andare a comprare dei dolci. L’uomo ha perso anche  i genitori Antonino, 65 anni, e Matilde Comito, la sorella Monia, 40 anni, il fratello Marco, 32 anni; travolti e uccisi pure il nipote di tre anni, Francesco Rughoo, e la nonna 65enne del piccolo, Nunzia Flamia.

Una delle familiari delle nove vittime dell’alluvione di Casteldaccia si è sentita male ed è svenuta prima dell’inizio dei funerali. Per la calca ci sono stati anche momenti di tensione. I partecipanti sono stati invitati a mantenere la distanza dalle bare e dai parenti delle persone decedute. Sulla bara bianca della piccola Rachele sono stati sistemati dei peluche. Sotto è stata messa una foto della bambina con scritto: «Nessuno muore sulla Terra finché vive nel cuore di chi resta». Alle esequie presenti il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando e il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci.

«Mi trovo lontano da Palermo, ma sento l’urgenza di far giungere a voi la mia voce in un momento di dolore così forte e lacerante. Di fronte alla morte innocente e allo strazio di chi resta non possiamo che levare lo sguardo verso il nostro Signore». Sono le parole dell’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice che si trova fuori città, contenute in un messaggio inviato per i funerali.  In un passaggio dell’omelia il vicario generale Giuseppe Oliveri ha sottolineato: «È lecito e forse anche doveroso, che ci si interroghi a tutti i livelli per cercare di dare una spiegazione a quello che appare inspiegabile e, comunque, inaccettabile. Ma speriamo vivamente che lo si faccia non per alimentare inutili polemiche o favorire il ben noto e insopportabile rimpallo di responsabilità, quanto per rendere giustizia, nella verità, a chi non c’è più e porre i necessari provvedimenti affinché si eviti il ripetersi di tali eventi». Poi ha rivolto un affettuoso pensiero anche nei confronti di Giuseppe Liotta del quale continuano le ricerche (a Corleone) e alle «altre vittime dei violenti nubifragi dei giorni scorsi».

Il dolore dei parenti delle vittime

«Perché non ci hanno detto del rischio? Giuseppe ha preso in affitto questa villetta, ma non sapeva il rischio in cui metteva la sua famiglia. Altrimenti non l’avrebbe mai fatto: non gli è stato mai detto che era a rischio e una famiglia è stata annientata». A dirlo Marinella Arena, cugina di Giuseppe Giordano. Proprio in polemica con i proprietari della villetta abusiva i parenti delle vittime hanno impedito loro la partecipazione ai funerali. «I proprietari della villetta volevano venire oggi ai funerali ma gli è stato impedito. Penso che sia meglio che stiano a casa in questo momento – ha detto Arena – Non sono in grado di potere affrontare questa situazione in questo momento, li abbiamo bloccati è il volere di Giuseppe e noi dobbiamo rispettare per ora tutto quello che lui desidera. Ora cerchiamo tutti di stare accanto alla bimba, l’unica figlia di Giordano sopravvissuta alla tragedia, anche lei è molto fragile, come il papà in questo momento. Cercheremo di stare vicini a entrambi».