«Salvini archiviato? Lui ha più potere di me»: la legge secondo Mimmo Lucano

Matteo Salvini archiviato per il presunto sequestro di persona legato al caso della nave Diciotti e lui ancora indagato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Mimmo Lucano, il sindaco sotto inchiesta di Riace, dice la sua: «Chi ha più possibilità e più potere non è come me, che sono il sindaco di un piccolo Comune. Gli strumenti che si hanno a disposizione sono diversi». Una questione di potere, dunque, e non di violazione o meno della legge. Del resto, nonostante il fascicolo a suo carico, Lucano continua a rivendicare come atto di umanità e, in fin dei conti, anche di legalità le sue scelte arbitrarie per aggirare la legge sull’immigrazione (e non solo quella).

«Ho fatto quello che è normale: non rimanere indifferente rispetto a persone che hanno disagi», ha sostenuto il sindaco a Circo Massimo, su Radio Capital, sottolineando che «sono stato accusato di due reati legati all’immigrazione in un periodo in cui l’Italia stava facendo degli accordi con i capiclan della Libia, per fare in modo che tantissime persone rimanessero nei lager». «Alla fine io ho fatto solo un matrimonio, per giunta regolare, e sono accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Tutto questo mi sembra assurdo», ha commentato Lucano, ricordando poi che «mi accusano di aver affidato a due cooperative sociali la raccolta dei rifiuti, in una regione in cui questo settore che spesso è ad alto rischio di permeabilità della criminalità organizzata». Insomma, un esempio di umanità e buona amministrazione, a dispetto di uno Stato crudele e di leggi scellerate che favoriscono solo la criminalità organizzata nazionale e transnazionale.

Lucano continua a presentarsi con l’abito da eroe che gli è stato cucito addosso dalla sinistra politica e culturale. Un ampio mantello sotto il quale nascondere il fallimento del tanto osannato “modello Riace”. Ma è un eroe magnanimo e, benché intimamente turbato da Salvini e della sua politica, Lucano accetterebbe lo stesso di incontrare il ministro dell’Interno. «In questo periodo stiamo andando verso la perdita dei valori umani, verso una società della disumanizzazione, delle barbarie. Mi chiedo come sia possibile costruire consenso sulla pelle delle persone più disperate, più deboli», ha confessato Lucano, chiarendo però che «non ho alcuna difficoltà» a incontrare Salvini. «Esiste una dimensione dei rapporti umani che va al di là, e secondo me lui non ha mai provato a comprendere in maniera più profonda il vero senso dei rapporti umani», ha spiegato il sindaco di Riace, prima finito ai domiciliati e ora colpito da un divieto di dimora nella sua città. «Gli chiederei di considerare quello che è fuori dal suo pensiero, un pensiero che io non condivido per nulla», ha proseguito Lucano, non specificando se al ministro dell’Interno parlerebbe anche di ciò che è fuori dalla legge…

Ascolta qui l’intervista radiofonica di Mimmo Lucano