Roma, rom padroni dell’Atac: la matrona del campo ha le chiavi del deposito

Tra l’assurdo e lo scandalo a Roma. Salta la corrente nel deposito Atac di via Candoni  e i tecnici per intervenire devono chiedere permesso ai rom. È il surreale caso nel quartiere della Magliana, dove il maltempo ha causato un blackout nello stabile dove vengono ricoverati i mezzi dell’Atac. Dunque gli addetti hanno chiamato le forze dell’ordine per accedere alla sottostazione elettrica, che si trova nel perimetro del campo rom. E lì hanno fatto la scoperta, come ricostruisce Il Fatto Quotidiano. Scoprono che la chiave è “custodita” dalla“matrona“ del campo, che candidamente dichiara: «Quelli dell’Atac mi hanno chiesto il favore di tenere la chiave». I responsabili del deposito hanno affermato: «Il campo si è allargato. Avranno cambiato il lucchetto e fatto i loro comodi». Il personale Atac ha chiamato il numero unico per le emergenze e ha scoperto che la centralina elettrica è stata inglobata nel vicino campo rom. Insediamento autorizzato, ma che nel tempo si è allargato fino ad occupare anche il terreno – di proprietà dell’Atac – che ospita la cabina, leggiamo sul Fatto.

 Capita così che la porta di accesso sia stata chiusa con un lucchetto, la cui chiave è in mano a una donna che abita in un camper bianco parcheggiato lì vicino. Ha raccontato  la donna al Fatto: «Io vivo qui di fianco, mi hanno chiesto il favore. Non ci trovo niente di male. Noi la corrente, quando non manca, la prendiamo già dal campo, non abbiamo bisogno di rubarla». I responsabili del deposito invece negano: «Il deposito c’è sempre stato, il campo invece si è allargato quindi ora la sottostazione si trova all’interno dell’insediamento» e affermano che comunque hanno cambiato il lucchetto. «Anche la sottostazione di Arco di Travertino è così: dobbiamo chiedere il permesso al campo rom». E nella bacheca del deposito è apparso un bel cartello con un avviso: «Se dovesse scattare la corrente in cabbina nel campo adiacente, la chiave e dalla signora Sanelli di fronte alla cabbina eletrica» (gli errori ortografico-grammatucali sono nell’avviso ndr). Senza parole. Perfino le forze dell’ordine si sono dovute rivolgere a lei per risolvere il “mistero del lucchetto”. Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere.