Roma, rom padroni dell’Atac: la matrona del campo ha le chiavi del deposito

sabato 3 novembre 9:47 - di Gabriele Alberti

Tra l’assurdo e lo scandalo a Roma. Salta la corrente nel deposito Atac di via Candoni  e i tecnici per intervenire devono chiedere permesso ai rom. È il surreale caso nel quartiere della Magliana, dove il maltempo ha causato un blackout nello stabile dove vengono ricoverati i mezzi dell’Atac. Dunque gli addetti hanno chiamato le forze dell’ordine per accedere alla sottostazione elettrica, che si trova nel perimetro del campo rom. E lì hanno fatto la scoperta, come ricostruisce Il Fatto Quotidiano. Scoprono che la chiave è “custodita” dalla“matrona“ del campo, che candidamente dichiara: «Quelli dell’Atac mi hanno chiesto il favore di tenere la chiave». I responsabili del deposito hanno affermato: «Il campo si è allargato. Avranno cambiato il lucchetto e fatto i loro comodi». Il personale Atac ha chiamato il numero unico per le emergenze e ha scoperto che la centralina elettrica è stata inglobata nel vicino campo rom. Insediamento autorizzato, ma che nel tempo si è allargato fino ad occupare anche il terreno – di proprietà dell’Atac – che ospita la cabina, leggiamo sul Fatto.

 Capita così che la porta di accesso sia stata chiusa con un lucchetto, la cui chiave è in mano a una donna che abita in un camper bianco parcheggiato lì vicino. Ha raccontato  la donna al Fatto: «Io vivo qui di fianco, mi hanno chiesto il favore. Non ci trovo niente di male. Noi la corrente, quando non manca, la prendiamo già dal campo, non abbiamo bisogno di rubarla». I responsabili del deposito invece negano: «Il deposito c’è sempre stato, il campo invece si è allargato quindi ora la sottostazione si trova all’interno dell’insediamento» e affermano che comunque hanno cambiato il lucchetto. «Anche la sottostazione di Arco di Travertino è così: dobbiamo chiedere il permesso al campo rom». E nella bacheca del deposito è apparso un bel cartello con un avviso: «Se dovesse scattare la corrente in cabbina nel campo adiacente, la chiave e dalla signora Sanelli di fronte alla cabbina eletrica» (gli errori ortografico-grammatucali sono nell’avviso ndr). Senza parole. Perfino le forze dell’ordine si sono dovute rivolgere a lei per risolvere il “mistero del lucchetto”. Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere.
Commenti

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  • umberto 4 novembre 2018

    POVERA ROMA!!!!!!!!!!

  • FAUSTO 4 novembre 2018

    TRA POCO AVRANNO ANCHE LE CHIAVI DEL CAMPIDOGLIO

  • sergio 4 novembre 2018

    …molto bene!! In passato queste notizie mi facevano imbufalire, ora mi scivolano via senza provocare alcuna reazione da parte mia !!
    Allorquando il casino e il malaffare avranno impestato anche l’aria che respiriamo,allora ne riparleremo!!!

  • Oscar Romanello 4 novembre 2018

    Per la redazione e non è relativo all’articolo ci sopra : Scusate …. ma con tutti i banner che si aprono … il Vs. giornale è diventato illeggibile ! Sono un Vs. affezionato lettore –

    • Redazione 4 novembre 2018

      Grazie per la segnalazione, stiamo cercando di risolvere la questione.

  • rino 4 novembre 2018

    Lo sappiamo che i rom comandano, ma chi ha dato loro questa autorità, e la licenza di uccidere, non lo ha detto apertamente ai cittadini.

  • Angela. 4 novembre 2018

    Ma perché si arriva a tutto questo?perché non ci sono controlli da parte delle autorità ?solo in Italia succedono queste cose,gli onesti devono filare e i disonesti sono perennemente impuniti e fanno quello che vogliono.Mah!!!

  • Lisetta Serra 4 novembre 2018

    Penso si sia arrivati all’assurdo. Non so se ridere o piangere. Siamo in mano a delinquenti e siamo diventati ospiti a casa nostra. Spero che questo nuovo governo faccia un ripulisti generale.

  • Giuseppe Forconi 3 novembre 2018

    Quelli del comune ne sanno qualche cosa ? Forse la grillina e’ al corrente, che la corrente e’ gratuita per i rom.?????????

  • Pino1° 3 novembre 2018

    Questa è una manica di quaqquaraqquà !
    Furgone officina, generatore,
    flex, taglio lucchetto o trapano perforazione serratura ed entri ! Fine !
    Evidente come la luce, che gli ideatori di questa commediola alla romana, hanno usato questo meccanismo per obbligare quei cialtroni in procura ad essere sputtanati per ignavia contro gli zingari.
    Ahhh perché qualcuno pensava diversamente ? Che magistraturadimme…….. !

  • Giuseppe Tolu 3 novembre 2018

    Da scompisciarsi dalle risate, datemi un fazzoletto per le lacrime (da pianto)!