Roma, il liceo Virgilio sgomberato. Doveva parlare l’ex Br Piccioni

L’occupazione di un gruppo di studenti al liceo Virgilio di Roma, storico istituto della Capitale, è finita con lo sgombero da parte della polizia. Dopo quattro giorni di occupazione non concordata con i dirigenti scolastici il vicepreside, avuta notizia che gli studenti del Collettivo avevano invitato a parlare l’ex brigatista non pentito Francesco Piccioni, ha allertato la questura. Di qui l’invio degli agenti nella scuola per far cessare l’occupazione con metodi giudicati ovviamente troppo rigorosi dagli studenti occupanti, i quali però non hanno saputo spiegare in conferenza stampa perché mai fosse così essenziale dare la parola a un ex terrorista rosso. “L’avremmo interpellato sul piano storico”, così hanno risposto ai cronisti. Più decisi, gli studenti occupanti, sono stati nel denunciare le modalità troppo sbrigative dello sgombero: toni intimidatori nell’identificazione, hanno detto. Con qualche genitore che ovviamente non ha gradito e ha commentato la vicenda, proprio come ha fatto il Pd, osservando che i poliziotti in assetto antiguerriglia sarebbero stati più adatti negli sgomberi del palazzo occupato da CasaPound. Eppure, come riferisce il Corriere, i danni causati da questi “bravi ragazzi” difesi a spada tratta dai loro genitori radical, non sono stati pochi: “distrutto l’impianto antincendio, quello d’allarme e di videosorveglianza, spariti banchi, divanetti e computer, persino secchi e detersivi. Violati tutti i locali chiusi da lucchetti”. In 23 ora rischiano una denuncia, e tra loro c’è anche qualche soggetto esterno all’istituto.

Non è la prima volta che il liceo Virgilio conquista le pagine di cronaca: l’anno scorso tenne banco per settimane la polemica tra la preside Carla Alfano e gli studenti del Collettivo accusati di tenere in ostaggio la scuola e di favorire la circolazione id droga nel liceo. Anche all’epoca i genitori ovviamente spalleggiarono gli studenti e giudicarono la preside una “visionaria”. La preside Carla Alfano alla fine dell’anno ha lasciato il liceo ed è arrivato un nuovo dirigente. Ma i problemi posti dal Collettivo, come si vede, si perpetuano anno dopo anno e sono antichi e irrisolti visto che anche Barbara Palombelli raccontò di avere spostato da quel liceo sua figlia dopo che la ragazza le aveva raccontato che in quella scuola c’era la “stanza delle canne”.