«Resteremo in Italia»: Pernigotti rassicura sul futuro del gianduiotto (e non solo)

Pernigotti annuncia di voler restare in Italia. E ha già avviato colloqui con realtà nazionali del settore dolciario con l’obiettivo di affidare la produzione. A precisarlo è una nota della stessa società, che in questo modo sgombera il campo dalle ipotesi di delocalizzazione all’estero seguite all’annuncio della chiusura dello stabilimento di Novi Ligure.

«In riferimento alle notizie pubblicate sulla società a seguito dell’annuncio della chiusura delle sole attività dello stabilimento di Novi Ligure, è intenzione dell’azienda dare corso all’esternalizzazione delle proprie attività produttive unicamente presso il territorio nazionale», si legge nel comunicato della società, di proprietà del gruppo turco Toksoz, che prosegue: «Come già ribadito anche in sede di confronto con le parti  sociali, nel rispetto della storicità del brand Pernigotti e con l’obiettivo di mantenere la qualità distintiva dei propri prodotti, la società sta procedendo all’individuazione di partner industriali in Italia, a cui affidare la produzione, coerentemente anche con l’obiettivo di cercare di ricollocare il maggior numero possibile di dipendenti coinvolti presso aziende operanti nel medesimo settore o terzisti». «A tal fine l’azienda sta già dialogando con alcune importanti realtà italiane del settore dolciario», conclude la nota.

Sulla vicenda è intervenuto anche il governo, nella figura del sottosegretario agli Affari regionali, Stefano Buffagni. «Il Mise pronto ad aprire immediatamente il tavolo di crisi», ha annunciato l’esponente pentastellato nel corso della trasmissione di Rai3 Agorà, spiegando che «la priorità del governo è tutelare l’occupazione e mantenere la produzione in Italia. È necessario salvaguardare il futuro dei 100 dipendenti anche utilizzando gli ammortizzatori sociali».