Preso il capo dei Pink Panthers, ex militari yugoslavi dediti alle rapine vip (VIDEO)

giovedì 29 novembre 15:44 - DI Redazione

Loro sono i tristemente famosi componenti della banda chiamata che fa capo ai Pink Panthers; la loro tecnica di furto con scasso è stata ribattezzata come quella dello Smash & Grab, “distruggi e prendi”;  il loro colpo più famoso è la rapina al Paradiso Luxury di via Pontaccio, che solo un anno fa ha fruttato loro, in appena 50 secondi fra scassinare e sottrarre, circa 200.000 euro in orologi di pregio.  Oggi, però, il vero colpo lo ha incassato la banda con l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del cittadino serbo, figura di spicco del gruppo criminale di origine balcanica, i “Pink Panthers”, appunto, famoso in tutto il mondo per i modi spregiudicati e le tecniche spettacolari delle rapine messe a segno.

La polizia arresta l’elemento di spicco dei Pink Panthers

Secondo la polizia, e secondo quanto riferito, tra gli altri, in queste ore dal sito de la Repubblica, l’uomo appena arrestato è un esponente di spicco della banda composta da ex membri delle forze militari dell’ex Yugoslavia. Di più: come riferisce Repubblica, «uno è stato individuato in Svizzera ed estradato in Italia. Per gli altri due è stato emesso un mandato d’arresto internazionale. Ci sono i Pink Panthers dietro la rapina di un anno fa alla gioielleria di via Pontaccio, a Milano: una banda di rapinatori professionisti composta anche da ex membri di forze militari o paramilitari dell’Ex Yugoslavia, ora riconvertiti nei colpi di lusso particolarmente spettacolari e commessi in 50 secondi». E per essere agili, veloci e scaltri, lo sono davvero: ne sanno qualcosa le vittime delle loro rocambolesche rapine compiute da Roma a Parigi, da Milano ( dopo il colpo, uno dei rapinatori è fuggito in bicicletta dileguandosi e sparendo nel nulla ) a Saint Tropez (con altra acrobatica fuga in motoscafo), e fino a Dubai: colpi spettacolari – subito dopo i quali i membri della banda risultano praticamente invisibili – e particolarmente remunerativi, se è vero che, in base a quanto fin qui ricostruito dagli inquirenti di mezzo mondo al lavoro sui loro furti, i Pink Panthers hanno racimolato in 10 anni e a qualunque latitudine, un bottino di oltre 200 milioni di euro.

 

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