Preso dopo mesi d’indagine, il pusher nigeriano è subito libero. E con tanto di “averi” sequestrati

Il solo fatto che il pusher nigeriano protagonista della incredibile vicenda che stiamo per raccontare, spacciasse con in tasca la richiesta d’asilo grazie alla quale è stato accolto nel Belpaese indigna: e non poco. Se poi a questo aggiungiamo che sono serviti mesi di indagini, continue e accurate, per poterlo inchiodare alle sue responsabilità, la misura dell’accettazione – già colma – supera davvero il livello massimo: non parliamo allora dell’immediato ritorno a piede libero… Basterebbe un solo commento per definire quanto accaduto e quale sgomento abbia ingenerato, non solo negli agenti della polizia municipale al lavoro sul caso, o negli esponenti leghisti, come noto sensibili in materia di criminalità straniera: «Siamo allibiti». Ed è quanto dichiarato dagli addetti ai lavori…

Beccato dopo mesi d’indagine il pusher nigeriano torna immediatamente libero

Dunque, tutto da rifare: dopo mesi d’indagine, pesanti sospetti e chiare responsabilità addebitabili al pusher nigeriano, finalmente gli agenti della polizia municipale di Treviso riescono a inchiodare un richiedente asilo al centro di un giro di spaccio di droga: ma lo sforzo investigativo e le chiare responsabilità penali dello spacciatore straniero per il pm non bastano a giustificare la detenzione e così, il 21enne nigeriano accolto in qualità di profugo in cerca d’asilo e ospite da due anni nella Caserma Serena di Dosson può tornare libero: come se nulla fosse o fosse stato… Come spiega dunque il Giornale che alla vicenda dedica ampio spazio nella sua edizione online, allora, «La Municipale gli aveva messo gli occhi addosso già a luglio ma solo pochi giorni fa è riuscita a portare a termine l’operazione. Lo hanno visto nel centro storico in bicicletta, lo hanno bloccato e perquisito. Nelle tasche aveva qualcosa come 250 grammi di marijuana e una sorta di libro contabile dove – secondo i vigili – avrebbe tenuto i nominativi di altri stranieri cui forniva le dosi da spacciare. Il resto della droga, però, è stata trovata nella sua stanza alla Caserma Serena dove il migrante viveva ospite a spese dei contribuenti». E dove, occorre aggiungere, la polizia e gli agenti del reparto cinofilo hanno scoperto ancora altri 230 grammi di droga, portando il totale delle riserve in dotazione al pusher nigeriano a quasi mezzo chilo di droga (per non parlare di una carta prepagata, alcuni cellulari e di 250 euro in banconote trovate nella sua stanza…

Il giudice sblocca gli averi dell’imputato sequestrati e ordina la loro restituzione

A quel punto, sbugiardato dalle perquisizioni e dal sequestro della merce la logica e i codici dovrebbero volere che lo spacciatore straniero finisse dietro le sbarre: e invece no. Dopo essere stato processato per direttissima e condannato dal giudice a due anni di carcere per detenzione di stupefacenti ai fini dello spaccio, arriva la beffa dei “benefici di legge”, grazie ai quali il pusher è tornato immediatamente a piede libero: libero di tornare a spacciare. Cin buona pace degli agenti della municipale che per mesi si sono appostati, lo hanno monitorato e alla fine certi della sua colpevolezza, lo hanno arrestato. Già la metà di quanto accaduto e raccontato basterebbe a indignare e a far spazientire anche il più tollerante sulla faccia della Terra, eppure la storia, e la beffa, non finiscono qui: perché alle scuse e ai ringraziamenti concessi al pusher con la decisione di rimetterlo subito in libertà, va aggiunta anche la decisione del magistrato che – come riporta il Giornale – «ha anche ordinato alla polizia Locale di ridare all’immigrato i soldi, la carta prepagata e i vari cellulari trovati durante la perquisizione». A questo punto, il sindaco di treviso, Mario Conte (Lega) ha annunciato che presenterà al ministro Salvini una relazione dettagliata perché, ha dichiarato ed  è stato riportato dal quotidiano milanese diretto da Sallusti, «non è possibile buttare all’aria mesi di indagini per la mancanza di certezza della pena. Se viene fermato uno spacciatore con 500 grammi di droga, 250 euro in tasca e cellulari e di fatto risulta nullatenente non è possibile che venga dissequestrato il denaro». Peraltro, a detta della polizia municipale che lo ha attenzionato per mesi con appostamenti, pedinamenti e intercettazioni, il pusher nigeriano beccato e scarcerato, sarebbe «un importante grossista della droga del Trevigiano» e, ciliegina sulla torta, allo stato dei fati ritenuto «un nullatenente»… E davvero non c’è fine all’assurdo…