Prescrizione, la finta del M5S: emendamento ritirato e ripresentato

Prescrizione indietro tutta, anzi no. Sembra una retromarcia, invece era una finta. Del resto, un dietrofront sarebbe stato a dir poco clamoroso visto che in mattinata il ministro Bonafede aveva escluso ogni possibilità di ripensamento sulla proposta di sospendere la prescrizione dopo la sentenza di condanna in primo grado: «Non arretreremo di un millimetro», il suo marziale annuncio. A pomeriggio inoltrato, il colpo di scena con l’annuncio del ritiro del relativo emendamento da parte della relatrice sul del anticorruzione, la grillina Francesca Businarolo. Ma era una finta, appunto. Anzi, un escamotage per aggirare la mannaia del regolamento e impedire l’inammissibilità dell’emendamento per “estraneità alla materia”. Infatti, la riformulazione era tutta basata su un «nonché» del tutto privo di sostanza politica. Tanto è vero che nessun passo in avanti è stato registrato dopo il fallimento dell’incontro promosso dallo stesso Bonafede con gli eletti del M5S e della Lega. Un incontro servito solo a rimarcare la distanza sul tema tra i due alleati di governo.

Conte: a breve un vertice con Salvini e Di Maio

Non stupisce, quindi, che il braccio di ferro sulla prescrizione abbia fatto irruzione ad Algeri costringendo il premier Conte a farvi cenno nel corso della conferenza stampa congiunta con il suo omologo della repubblica nordafricana Ahmed Ouyahia. Ai giornalisti che gli chiedevano chiarimenti sulle notizie che rimbalzavano da Roma, il presidente del Consiglio non ha potuto fare altro che ricordare come l’argomento sia «nel contratto di governo» e annunciare un nuovo vertice di maggioranza: «Datemi il tempo di rientrare a Roma e vedere il ministro competente e gli altri interlocutori del governo per vedere la formula migliore per portare a casa un risultato che abbiamo anticipato nel contratto di governo è che sia M5S che Lega si sono dichiarati disponibili a raggiungere», è sua la richiesta ai giornalisti.

FI: «La prescrizione non si riforma così»

Ma la proposta di sospendere i termini di prescrizione dopo la condanna di primo grado tiene banco anche nell’opposizione. Mentre Conte ne parlava ad Algeri, a Montecitorio una delegazione parlamentare di Forza Italia faceva il punto con il presidente  dell’Ucpi (Unione camere penali italiane), Gian Domenico Caiazza, autore nei giorni scorsi di una dichiarazione molto critica verso il provvedimento. «La proposta avanzata dal ministro Bonafede – si legge nella nota diffusa da Forza Italia al termine dell’incontro – è solo la punta di un iceberg del quale non si conosce ancora la portata, ma che certamente potrà creare numerosi e pericolosi danni al sistema giudiziario italiano». La battaglia parlamentare sulla prescrizione si preannuncia, per il testo del governo, tutta in salita.