Prescrizione, è giallo sull’accordo: Lega e M5S si smentiscono a vicenda

Si tinge di giallo l’accordo, stipulato appena ieri, tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio sulla prescrizione. L’incertezza non riguarda il quando la riforma della causa di estinzione del reato entrerà in vigore, e cioè il primo gennaio del 2020, ma addirittura il se. A tenere la maggioranza col fiato sospeso, infatti, è l’interpretazione dell’accordo stipulato.

Bonafede: la prescrizione non dipende dalla riforma del processo

Secondo il ministro Bonafede, la riforma entrerà in vigore alla data prestabilita: «Non è legata alla riforma del processo penale», ha ribadito in mattinata ai microfoni di Radio Capital. Di  avviso opposto Matteo Salvini e tutta la Lega. «La riforma della prescrizione – avverte il leader del Carroccio parlando con il Fatto Quotidiano – sarà una parte del tutto, con la riforma del processo penale. Se entra in vigore la riformona uno o due mesi prima, allora ci sarà la prescrizione. Ma se non entra in vigore la riforma del processo penale, la prescrizione non ci sarà». Per fugare ogni dubbio in proposito, Salvini ha messo nelle sue parole il carico da undici: «Come hanno detto tutti, se io facessi entrare in vigore oggi la prescrizione sarebbe un disastro: i tribunali salterebbero e i processi arriverebbero a durare 20 anni». Naturalmente, ha subito aggiunto che «la prescrizione è nel contratto e io rispetto i contratti che firmo, quindi ci sarà ma prima va riorganizzato l’intero processo penale».

Salvini: «Ma senza è un disastro»

Parole chiarissime, che quasi fanno apparire patetici i toni trionfalistici usati in mattonata da Bonafede «È da 20 anni che si parla di questa legge. Dopo la sentenza di primo grado si interrompe la prescrizione e non c’è differenza tra i reati. Fra un anno non ci saranno più impuniti».