Pernigotti “made in Turkey”? Il governo non ci sta: li convocheremo

giovedì 15 novembre 15:25 - di

“Il tavolo va avanti ma solo se viene la proprietà turca ed è per questo che è il presidente del consiglio, Giuseppe Conte convocherà la Pernigotti e la proprietà turca, la Toksoz”. Così il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio al termine del tavolo Pernigotti al Mise. Alla proprietà turca, rileva, “spiegheremo che il marchio Pernigotti e il sito sono uniti. Se la proprietà turca non vuole investire nello stabilimento di Novi Ligure allora deve dare totale disponibilità all’utilizzo del marchio e noi ci impegneremo a trovare nuovi soggetti interessati”, sottolinea Di Maio. “Non è accettabile che si prenda il marchio e si lasciano i lavoratori a casa: questa gente ha creato la Pernigotti”, rileva. Il marchio Pernigotti, sottolinea ancora Di Maio, “è un marchio del made in Italy. Se esiste lo dobbiamo alla tradizione del territorio e ai suoi lavoratori. Che sono i lavoratori che hanno creato questo marchio e lo hanno fatto diventare grande”. Qualsiasi tipo di disponibilità sulla cassa integrazione o sugli incentivi per le nuove tecnologie, aggiunge, “la daremo ma deve essere chiaro che sarà legata al destino dei lavoratori e del marchio”. Di Maio, nell’annunciare entro fine anno una proposta di legge per legare marchi ai territori, sottolinea che “non è più accettabile che si venga in Italia e si prenda un’azienda come la Pernigotti, si acquisisca il marchio e si cambino cinque manager in cinque anni, che non si produca un effetto positivo per la gente e poi si annunci che si tengono il marchio e si abbandonino i lavoratori. Non è quello che abbiamo in mente come idea di paese: faremo di tutto per proteggere i lavoratori”. “Deve essere chiaro un principio: la cassa integrazione per cessazione deve essere legata alla reindustrializzazione” conclude il vicepremier. E il governo parla a una voce: ”La produzione di Pernigotti deve rimanere a Novi. Ribadiamo quello che il governo ha dichiarato fin da subito: lo stabilimento di Novi non si tocca così come non si toccano tutti i lavoratori. Vogliamo vederci chiaro e capire anche la gestione economica e i bilanci della proprietà turca da quando è arrivata nel 2013″. Così al termine del tavolo di crisi sulla situazione della Pernigotti, il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon e il capogruppo alla camera della Lega Riccardo Molinari. “Non possiamo accettare, ad esempio, che oggi al tavolo del Mise si siano presentati consulenti che ignoravano persino quanta gente lavori nello stabilimento di Novi”, aggiungono auspicando “che cambi l’atteggiamento della famiglia Toksoz e che l’incontro tra il premier Conte e la proprietà turca porti ad un punto di incontro che salvi uno stabilimento storico e dall’alto valore economico e sociale”. Per poter gestire al meglio un’azienda, infatti, concludono “non basta acquistarla e sfruttarne il marchio”.

Commenti

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  • Laura Prosperini 16 novembre 2018

    Bisogna schierarsi DAVVERO per difendere le nostre Aziende specialmente le strategiche (MARELLI e molte altre, Alitalia Ilva Telecom etc.etc) o quelle più significative (come la Pernigotti).
    Mi duole dirlo ma NESSUNA FORMAZIONE POLITICA purtroppo
    ha inteso realmente porre argine a questo liberismo globalista,
    Di cosa ci si sorprende????
    che i proprietari stranieri si facciano gli affari loro????
    ma non siamo ridicoli!!!!
    Bisogna evitare che si possano acquistare Aziende strategiche e/o storiche (o significative) che fanno parte integrante dei nostri interessi e dei nostri costumi, punto e basta.
    Volete vincere le elezioni sul serio?
    Fate una campagna VERA sulla salvaguardia dell’Italia e del made in Italy
    ma non dite, non possiamo, ce lo chiedo l’euro-pa, non possiamo, non ci sono i soldi, dobbiamo tagliare…tutte queste frasi sono solo “il metodo” o “i metodi”
    per vendere liberalizzare e, udite udite privatizzare (Dio ce ne scampi e liberi)
    Cioè vendere a sconto a chi ti ha fatto entrare in un progetto destinato al fallimento
    ma solo dopo che ti avranno tolto tutte le ricchezze (mica sono fesse le banche d’affari (diciamo così) straniere
    loro sanno fare il loro mestiere (usura)
    siamo noi che non abbiamo capito o non vogliamo capire.
    In euro-pa NON C’E’ SALVEZZA alcuna.
    ma solo tante cessioni di proprietà e di Sovranità
    Coraggi FdI, coraggio vincete le elezioni all’interno noi abbiamo la Tradizione e salde radici culturali come fulcro per poter, finalmente uscire dall’euro-pa
    ci vuole solo coraggio (gli economisti bravi li abbiamo e ci sono/sarebbero anche vicini se interpellati).
    Vinciamo davvero le elezoni

  • Pino1° 15 novembre 2018

    Questo il comportamento, un governo che difende seriamente il Paese e le sue eccellenze, vorrei lo stesso atteggiamento per il marchio MARELLI che oltre a tradizione e knowhau di STRAORDINARIO valore strategico civile e militare del paese. Si informino bene da chi SA cosa ruota intorno a quel marchio. Se vengono mollati non ritorneranno mai più; la stessa storia accadde con la porcellana
    ( non, non quella delle stoviglie ) ma quella strategica missilistica, isolatori, pistoni speciali senza usura ed altro… Se i ‘nuovi’ non sanno chiedete ai vecchi…… anche sul metallo-lega a fusione a bassissima temperatura…..