Ossa nella nunziatura, tramonta l’ipotesi Orlandi: sarebbero anteriori al 1983

mercoledì 21 novembre 16:35 - di Redazione

Le rilevazioni sono ancora incomplete e parziali, ma secondo i primi accertamenti sarebbe da escludere che le ossa trovate sotto al pavimento di un seminterrato nella guardiania della sede della Nunziatura Apostolica siano di Emanuela Orlandi o di Mirella Gregori. Quei resti, rinvenuti sotto il pavimento da operai impegnati in lavori di ristrutturazione, nel complesso ecclesiastico di via Po, a Roma, sarebbero di un periodo anteriore al 1983, prima di quando si verificò la scomparsa delle due ragazzine. L’attesa cresce, ma ci vorranno ancora due settimane per conoscere l’esito definitivo delle perizie e primi responsi dall’estrazione del Dna. L’ipotesi trapelata, sulla datazione anteriore delle ossa, non viene comunque confermata dal direttore della Polizia Scientifica Fausto Lamparelli: «Nessun elemento nuovo ci permette di affermare nulla del genere». Sarà necessario individuare l’isotopo del carbonio e

La Procura di Roma, intervenuta su richiesta della Santa Sede, ha subito aperto un fascicolo per omicidio. Cautela anche dalla famiglia di Emanuela Orlandi: «Nel momento in cui sarà noto il Dna – ha detto il fratello di Emanuela Orlandi scomparsa nel 1983 – sarà possibile compararlo in pochi minuti, come ci ha spiegato anche il genetista che abbiamo nominato come consulente, con quello di mia sorella e con quello di Mirella Gregori».

Commenti

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  • il sibillino 22 novembre 2018

    Riguardatevi tutte le foto delle loro frequentazioni vaticane .
    Non si arrivera’ a niente e questo e’ scontato (segreto di stato) ma qualche dubbio si’ .

  • Claudia 22 novembre 2018

    Tanto anche se lo fossero state non si sarebbe mai venuto a sapere, sarebbe stato tutto coperto e depistato è storia vecchia. Emanuela è morta in Vaticano ms non si verrà mai a sapere nulla. Mi spiace per la sua famiglia, che non ha un corpo da piangere, posso solo immaginare la loro angoscia senza fine, ma si sono messi contro un potere troppo forte.