Nigeriani, pacchia in hotel: minacce agli ispettori e proteste sul cibo (video)

sabato 10 novembre 15:35 - di Redazione

Trentuno giovani nigeriani richiedenti asilo, ospitati all’hotel Adele di via Medici, hanno inscenato un sit in nel centro di Vicenza per protestare contro le condizioni in cui sono costretti a vivere nell’albergo a due stelle del centro cittadino. In più, lamentano la notifica dell’avvio della procedura per la revoca delle misure di accoglienza per le minacce subite da due funzionari durante un’ispezione. I migranti  vogliono la carta d’identità e il codice fiscale per poter lavorare e si sono lamentati per il cibo, l’abbigliamento e i servizi igienici dentro l’albergo. n’occupazione basta l’ospitalità».

Il video di Reteveneta

Commenti

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  • Giuseppe Forconi 12 novembre 2018

    Chiacchere…… molte. Fatti……… zero. Almeno prendeteli tutti e ben ammanettati legateli alla porta di casa della boldrini. Poi vedremo come andranno le cose.

  • itala piccininno 11 novembre 2018

    ma chi li ha cercati fuori dai piedi e possibilmente a calci

  • Luigi Fassone 11 novembre 2018

    Massì,come ebbe a dire il buon Totò :anche lavatura e stiratura.., NO ???

  • amerigo 11 novembre 2018

    Dietro front! uno – due, uno – due, uno – due . . .

  • Lisetta Serra 11 novembre 2018

    31 posti su un aereo e riportarli a casa

  • Lisetta Serra 11 novembre 2018

    Non comprendo perché questi giovani uomini siano ancora nel nostro paese. Che vadano a lavorare nel loro che ne ha più bisogno

  • Silvia 11 novembre 2018

    E gli Italiani senza casa e senza lavoro?

  • Paolo 11 novembre 2018

    Fanno schifo! Ignoranza, presunzione, arroganza e quant’altro, tutto personificato. Che vengano rispediti al loro paese, ma a calci nel sedere!!!

  • sergi 11 novembre 2018

    Questa e la situazione una volta venuti in Italia, nigeriani o altro, pretendono, litigano, si lamentano del cibo, in Nigeria mangiano topi, vivono sulle capanne, non hanno servizi igenici. perchè non tornano al suo paese?

  • Alessandra Botta 11 novembre 2018

    Se reclamano tanto tornassero in nigeria, la possono lavorare o studiare. Basta mantenere fannulloni rimandarli a casa loro

  • Giuseppe 11 novembre 2018

    ANDATATEVE A CASA VOSTRA QUI NON C’E’ LAVORO NEMMENO PER I NOSTRI FIGLI VE LO CHIEDIAMO PER FAVORE ABBIATE UN PO’ DI RISPETTO PER GLI ITALIANI CHE STANNO PEGGIO DI VOI MA CHE HANNO LA DIGNITA’ DI COMBATTERE OGNI GIORNO A CASA LORO PER MIGLIORARE LA LORO PROPRIA CONDIZIONE COME FANNO DA SECOLI, PER PIACERE ANDATEVENE DIMOSTRERETE COSI’ DI ESSERE UN POPOLO FORTE E FIERO DELLE PROPRIE TRADIZIONI SENZA AVERE BISOGNO DI INTEGRARSI CON ALTRI POPOLI CHE HANNO TRADIZIONI E RELIGIONI CHE MOLTO DIVERSE DALLE VOSTRE E CHE NEANCHE CONDIVIDETE E TALVOLTA NON RISPETTATE: GRAZIE E BUONA FORTUNA SE LO FARETE

  • sergio 11 novembre 2018

    ma dobbiamo sopportare ancora tutto questo?….

  • Carlo 11 novembre 2018

    Fanno bene a lamentarsi, anzi devono spaccare tutto, così gli italiani imparano a essere stupidi.

  • Angela. 11 novembre 2018

    Invece di protestare in Italia ,ritornassero in Nigeria questi baldi giovani e cercassero di migliorare le condizioni di vita loro e dei loro concittadini… anziché fuggire, dovrebbe rimanere e lottare per cambiare il loro Paese.

  • Leonardo 11 novembre 2018

    Fuori ritornate in Africa viaaaaaaaa dall’italia tutti gli stranieri

  • 11 novembre 2018

    L e pretese andassero a farle in Nigeria.
    Qui,grazie ai tanti buonisti,hanno ottenuto più di quanto si sogna un cittadino italiano.
    Bisogna rimpatriare,con le buone o con le cattive e andando incontro ai tanti oppositori a questo provvedimento,tutti gli immigrati clandestini e quelli che non si sono integrati e che non vogliono farlo.

  • Sandy Caine 11 novembre 2018

    Ma chi li vuole! Rispediteli a casa e finiamola di avere militari in Nigeria!

  • Giuseppe 11 novembre 2018

    Cosa aspettate a mandarli al loro paesello?

  • eddie.adofol 11 novembre 2018

    IGNORATELI!!!!!!!!!

  • Caesar 10 novembre 2018

    Tornate in nigeria, vivete meglio voi e viviamo meglio noi