Murgia demolita in tv da Mieli: “Guardi che il razzismo non era organico al fascismo…” (video)

Michela Murgia, la scrittrice che ha ideato il “fascistometro”, non ha avuto molto successo come testimonial del neoantifascismo. Parlando infatti della sua invenzione – cioè un test per misurare il tasso di fascismo del lettore allegato al suo ultimo libro “Istruzioni per diventare fascisti” – al programma di Lilli Gruber Otto e mezzo è stata criticata da Paolo Mieli, il quale ha ribadito la sua tesi secondo cui il fascismo non c’entra nulla con i rischi che l’Italia corre oggi. Mieli ha anche sottolineato che per 70 anni di seguito è stato evocato il rischio di fascismo. Naturalmente non era d’accordo con questa impostazione Michela Murgia per la quale invece il rischio fascismo è reale a cominciare dalla deriva razzista. Proprio su questo punto Murgia è stata interrotta da Paolo Mieli che le ha risposto che caratteristiche come omofobia e discriminazione razziale sono caratteristiche “che nel Novecento sono apparse qua e là e non sono tipiche del fascismo”. Le leggi razziali furono una “catastrofica scelta fatta all’interno dell’alleanza con Hitler” ma il razzismo non è un elemento organico alla dottrina fascista. Tra l’altro, ha aggiunto Mieli, “io sono l’unico qui di origine ebraica e la mia famiglia ha avuto i suoi guai…”. Michela Murgia si è poi contraddetta osservando che oggi il fascismo emerge perché si dà la parola a tutti attraverso la rete. “Quindi – ha tirato le somme la giornalista di Libero Paola Tommasi – Zuckerber è fascista…”.