Maxi squalifica per Magnini. Lui si difende: “Io un esempio, come Ronaldo”

La prima sezione del Tribunale nazionale antidoping ha squalificato per 4 anni Filippo Magnini. L’ex nuotatore azzurro è stato riconosciuto colpevole di aver violato l’articolo 2.2 del codice Wada (uso o tentato uso di sostanze dopanti).  Per Magnini, campione del mondo nei 100 sl a Montreal (2005) e Melbourne (2007), il procuratore Pierfilippo Laviani aveva chiesto una squalifica di 8 anni. La squalifica di Magnini ha decorrenza da oggi e terminerà il 5 novembre del 2022. Nei suoi confronti sono cadute le accuse di somministrazione o tentata somministrazione di sostanze vietate (2.8) e favoreggiamento (2.9), che avevano portato alla richiesta di 8 anni di squalifica avanzata dal procuratore antidoping Pierfilippo Laviani.  La prima sezione del Tna ha squalificato per quattro anni anche l’altro nuotatore Michele Santucci per la violazione dello stesso articolo del codice Wada.

“E’ una sentenza che era già scritta e per questo sono incazzato nero. Il procuratore Laviani mi ha detto al processo, sbattendo i pugni sul tavolo: ‘Basta, ormai questa è una questione personale’. Parliamo di un accanimento, di una forzatura. Faremo sicuramente ricorso”, commenta Magnini. “Faccio mia, perché mi ci rivedo molto, una frase molto importante e bella di Cristiano Ronaldo riguardo le accuse di stupro che gli sono state rivolte. Lui ha detto ‘Sono un esempio nello sport’ e lo sono anche io”, aggiunge l’ex nuotatore azzurro citando il fuoriclasse della Juventus. “Ho una bellissima famiglia e una ragazza che mi segue in tutto e che amo. Non mi faccio toccare minimamente dalle cose ridicole che dice certa gente, di cui non ho alcuna stima”, aggiunge il due volte campione del mondo dei 100 stile libero.