Marocchinate rimosse, chi ha paura della commissione d’inchiesta proposta da FdI?

Cos’hanno in comune le tantissime italiane vittime di violenze perpetrate dalle truppe coloniali francesi nella Seconda guerra mondiale, le cosiddette ‘marocchinate’, e la tragedia della piccola Desirée? Il fatto di essere state stuprate tutte da nordafricani, spesso in gruppo, e con una ferocia inaudita. Come allora anche oggi Desirée è “una vittima di truppe africane d’invasione”. Un’invasione diversa rispetto a quella della Seconda guerra mondiale, non fatta con le armi in pugno, ma non per questo meno violenta, anche perché quando si verifica avviene all’ombra di una protezione umanitaria sempre più abusata. E fa grande sensazione, quasi indignazione, registrare in questi giorni la notizia della bocciatura da parte del Senato del disegno di legge del senatore di Fratelli d’Italia, Massimo Ruspandini, che proponeva l’istituzione di una Commissione d’inchiesta sulle ‘marocchinate’. La motivazione ufficiale è che i fatti risalgono a troppo tempo fa e sia carnefici che vittime ormai non sono più vivi. A parte la motivazione resta l’amarezza per l’ennesima dimostrazione di come in questo Paese esistano ancora vittime di serie A e di serie B. Questa Commissione avrebbe potuto essere un’occasione per fare giustizia e luce su un periodo, quello della guerra mondiale in Italia dopo la caduta del Fascismo, su cui rimangono ancora troppi silenzi. E certamente non può bastare la denuncia nello splendido film di Vittorio De Sica, La Ciociara, che valse a Sofia Loren l’Oscar. È tempo che pure la politica agisca e l’Italia faccia i conti con questa pagina nera e dimenticata della sua storia. E probabilmente sarebbe stato anche un modo per tenere sempre alta l’attenzione sul tema delle violenze sessuali ai danni delle donne. Un tema di estrema attualità in questo periodo di emergenza stupri da parte di stranieri, come appunto la tragedia della piccola Desirée tristemente ci ricorda.