Malta “dirotta” sull’Italia l’ennesima barca di migranti. Salvini: «Siamo sotto attacco»

Una barca di migranti intercettata da Malta nelle acque di sua competenza e “dirottata” sull’Italia. È questo, secondo il Viminale, lo scenario dietro allo sbarco di ieri di 13 migranti a Lampedusa. Uno scenario che ha portato il ministro dell’Interno Matteo Salvini a parlare di «un vero e proprio atto ostile».

«Troppi indizi ci fanno credere d’essere di fronte a un vero e proprio atto ostile di un altro Paese dell’Ue: dopo quanto emerso a Claviere nelle ultime settimane, c’è la sensazione che l’Italia sia sotto attacco. Alcuni Paesi membri dell’Ue si disinteressano degli immigrati e ce li rifilano, mentre Bruxelles ci minaccia di sanzioni per la manovra: non ci faremo intimidire», è stato il commento di Salvini, affidato a una nota. Sono state invece fonti del Viminale a ricostruire quanto accaduto a monte dello sbarco. «La Guardia costiere maltese ha intercettato una imbarcazione con 13 immigrati a bordo: anziché portarla al sicuro, ha fornito all’equipaggio una bussola per indicare la rotta verso l’Italia. Poi ha dato acqua, due taniche di benzina e giubbotti di salvataggio di marca “Mecca Marine”, azienda maltese e che produce anche le uniformi della Marina de La Valletta».

«L’imbarcazione con 13 persone – hanno proseguito le fonti del ministero dell’Interno – è quindi arrivata a Lampedusa, dove gli immigrati (10 tunisini e tre del Corno d’Africa, nel gruppo ci sono due donne) hanno raccontato l’episodio. Ci sono indizi che, secondo gli investigatori, rendono credibili le testimonianze». Secondo quanto ricostruito, «il barchino arrivato la mattina di venerdì 9 novembre in Sicilia, era stato avvistato la notte prima da un velivolo della Guardia di Finanza in acque Sar maltesi. Tra le 21 e le 22, infatti, l’imbarcazione partita dalla Tunisia aveva finito il carburante: solo dopo qualche ora, verso le 4, e grazie alla segnalazione italiana, erano intervenuti i maltesi. Una nave si era fermata a un centinaio di metri dalla barca alla deriva, facendo partire un gommone. A bordo alcune persone che, secondo i racconti degli africani, avevano divise “come quelle della guardia costiera” de La Valletta. Dopo aver riempito il serbatoio, il barchino era stato scortato verso l’Italia per almeno un’ora di navigazione». «Peraltro – è stato sottolineato ancora dal Viminale – i giubbotti della Mecca Marine erano stati dati dai maltesi anche agli immigrati poi saliti a bordo della Diciotti, lo scorso 15 agosto».