L’ombra dell’«invasione» sul Midterm: la carovana di migranti è a Città del Messico

È arrivata a Città del Messico la prima carovana di migranti partiti dall’Honduras alla volta degli Stati Uniti. Così, mentre gli Usa celebrano le elezioni di Midterm, oltre il loro confine sud diventa ancora più caldo uno dei temi che hanno tenuto banco alla vigilia di questo voto. Secondo la Commissione dei Diritti umani di Città del Messico, i migranti giunti nelle scorse ore e che hanno passato la notte nello stadio Jesus Martinez “Palillo” sarebbero circa 2mila. Per il sindaco della capitale, José Ramon Amieva, invece, sono circa 4300.

 

Fanno parte della carovana partita lo scorso 13 ottobre e arrivata in territorio messicano circa 2 settimane fa. Da domenica si susseguono gli arrivi nell’area della capitale. Lo stadio utilizzato come punto di raccolta può ospitare fino a 5500 persone, che alloggiano in una tendopoli e che hanno a disposizione cure mediche e sostegno psicologico. Nelle ultime ore sono state eseguite circa 140 visite e almeno 60 persone sono state vaccinate. Nello stadio, inoltre, vengono raccolti alimenti e indumenti che vengono donati ai migranti. La carovana arrivata a Città del Messico proprio nelle ore del voto di Midterm è la prima delle tre che puntano verso gli Stati Uniti.

La capitale messicana è a circa 930 km dalla frontiera più vicina e dal Texas. Per arrivare invece in California bisogna coprire quasi 3mila chilometri. La seconda carovana, che dovrebbe comprendere tra 1500 e 2000 persone, è segnalata nell’area di Tapanatepec, nello stato messicano di Oaxaca. Partita dall’Honduras il 17 ottobre, dovrebbe riprendere domani la marcia verso nord. Il terzo gruppo, di circa 200 persone, è fermo a Huixtla, nel Chiapas, dopo essere entrato venerdì in territorio messicano. Donald Trump ha disposto l’invio di oltre 5mila di soldati al confine meridionale degli Stati Uniti per fronteggiare quella che il presidente degli Stati Uniti definisce «un’invasione».