Lo spread divide il governo. Tria: «Sono preoccupato». Di Maio: «Calerà»

martedì 20 novembre 16:41 - di Valerio Falerni

La notizia, confermata dal portavoce capo della Commissione Margaritis Schiusa, è che Jean-Claude Juncker e il premier Conte si vedranno per una «cena di lavoro» sabato prossimo nella sede di palazzo Berlaymont a Bruxelles. Quanto poi il tête a tête  riesca in concreto a far breccia nel «muro di gomma della Ue» (copyright Di Maio), è tutto da verificare. Quello in corso tra Roma e Bruxelles è il classico dialogo tra sordi e neppure lo spread a 335 punti (poi è calato a 323) sembra indurre il governo italiano a più miti consigli. «Quando da Bruxelles avranno preso le decisioni sulla manovra economica italiana – profetizza Di Maio – le tensioni scenderanno. Ne siamo convinti. Non ci affidiamo al destino ma a convinzioni precise».

Spread a quota 335. Sabato vertice Juncker-Conte

Peccato che analoghe certezze non nutra il ministro Giovani Tria, che si dice anzi «ovviamente preoccupato» per il balzo in avanti del differenziale tra i Bpt italiani e i Bund tedeschi. Il problema è che, almeno sul tema spread, investitori, risparmiatori e mercati danno più ascolto al pessimismo informato del titolare dell’Economia che all’ottimismo di maniera del vicepremier. Nel mezzo si pone Salvini: «Non mi interessano lettere e risposte alla Ue, all’Europa chiedo rispetto per il nostro paese», manda a dire il leader legista.

L’opposizione: «La manovra fa danni»

Sul fronte dell’opposizione, è tutto un fiorire di critiche al documento di bilancio predisposto dal governo: «La manovra contro il popolo del governo M5S-Lega – attacca da Forza Italia Maria Stella Gelmini – sta facendo gravi danni ancor prima di essere approvata dal Parlamento. A rimetterci sono e saranno solo gli italiani. Rate dei mutui più alte, prestiti più cari. Tasche, inevitabilmente, più leggere. Basta giocare con i risparmi dei cittadini. Fermatevi prima che sia troppo tardi». Giudizi sferzanti anche dal Pd: «Lo spread – twitta Antonio Misiani capogruppo in commissione Bilancio al Senato – è oltre 330. Se rimane così, sono 6 miliardi di interessi in più l’anno prossimo: poco meno di quanto viene stanziato per il reddito di cittadinanza. Così l’Italia non regge».

Commenti

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  • german.arte@virgilio.it 21 novembre 2018

    Lo spread serve da spauracchio per condizionare i governi che adottano l’euro, pezzo di carta senza un corrispettivo valore

  • roccoangela60@yahoo.it 20 novembre 2018

    Quando governava(abusivamente)la sinistra,non si è mai sentito parlare di spread…adesso invece è un tormento…non c’è giorno in cui non si parla di questo spread…non ne possiamo più!!!

  • desdom@gmail.com 20 novembre 2018

    Come seconda moneta nazionale, non potremmo utilizzare i nostri BOT in piccoli tagli e senza la commissione bancaria? Come accaduto anni addietro con gli assegnini? E fregarcene dello spread?