Libia, fallisce prima di iniziare la conferenza dell’Onu: Haftar non va

Non poteva che finire così: il generale libico Khalifa Haftar diserta la conferenza sulla Libia organizzata dall’Onu a Palermo. Lo hanno detto fonti vicine al generale citate dal sito The Address, smentendo che Haftar “abbia cambiato idea sulla sua partecipazione alla conferenza di Palermo dopo aver incontrato a Mosca il capo dell’intelligence italiana”, Alberto Manenti. Secondo le fonti, il generale “è ancora della sua posizione e non parteciperà alla conferenza di Palermo per la Libia organizzata dal governo italiano”. Il sito ricorda che ieri i media italiani (La Stampa, ndr) avevano scritto che il capo dell’Aise era stato giovedì a Mosca, dove aveva convinto Haftar a partecipare alla riunione. Già nei giorni scorsi le stesse fonti avevano detto a The Address che Haftar non sarebbe andato a Palermo a causa della mancanza di chiarezza sugli obiettivi della conferenza, di un’agenda specifica e della mancanza di informazioni sulle personalità invitate. Haftar, semplicemente, non approva il riconoscimento del governo del debole Fayez al Serraj in Libia, in quanto non rappresentativo neanche di Tripoli, dove questo governo-fantoccio risiede. Al Serraj, come si ricorderà, è stato indicato a Macron, dalla Ue, dall’Onu e dal governo Gentiloni come legittimo interlocutore della Libia con l’Occidente, ma tutti sanno che al Serraj non controlla neanche Tripoli. È il generale Haftar, alleato di Vladimir Putin, che controlla la maggioranza della Libia, mentre i tuareg controllano il Sud.

Libia, Macron continua a tessere la tela

Intanto Fayez al Serraj è stato ieri in visita a Istanbul, dove ha avuto un incontro con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Ne ha dato notizia il Libya Observer, secondo cui i due presidenti hanno discusso della crisi politica libica e della conferenza di Palermo. Serraj era accompagnato a Istanbul dal ministro degli Esteri Mohammed Siyala, dal governatore della Banca centrale, Al-Siddiq Al-Kabir, e dal sottosegretario alla Salute Mohammed Haitem. “Nell’incontro – ha fatto sapere l’ufficio stampa del Consiglio presidenziale – sono state esaminate le prospettive di cooperazione economica e il ritorno in Libia delle compagnie turche per riprendere i progetti bloccati”. Prima di volare a Palermo per la conferenza per la Libia, il “presidente del Consiglio presidenziale libico” sarà a Parigi, dove dovrebbe incontrare il suo principale sponsor, il presidente francese Emmanuel Macron. Nei giorni scorsi, Serraj aveva rilasciato in un’intervista alla France Presse nella quale, parlando della rivalità tra Roma e Parigi sul dossier libico, aveva sottolineato “la necessità di unificare le posizioni” dei due Paesi “in modo che non ci siano più punti di discordia”. Intanto è scattato il conto alla rovescia a Palermo. Nel capoluogo siciliano sono attesi “i principali interlocutori dello scenario libico”, come ha annunciato nei giorni scorsi il premier Giuseppe Conte, e per mettere a punto il dispositivo di sicurezza da giorni si susseguono le riunioni in prefettura. Blindata l’area intorno a Villa Igea, che ospiterà il summit internazionale. Due le ordinanze firmate dal prefetto Antonella De Miro che prevedono, da un lato, la chiusura di cinque scuole ricadenti nell’area circostante al Grand Hotel Villa Igea e, dall’altro, il divieto “assoluto” di trasportare, dalla mezzanotte del 12 sino alla stessa ora del 14, armi, munizioni, esplosivi, sostanze esplodenti, gas tossici, artifizi pirotecnici, carburanti, gpl e metano.