L’antifascista che minaccia la leghista Pucciarelli: «finirai come Mussolini»

lunedì 19 novembre 18:58 - DI Paolo Lami

«Cari amici, vi presento due leoni da tastiera che hanno commentato alcuni miei post»: esordisce così la senatrice leghista Stefania Pucciarelli che denuncia, via social, di essere stata minacciata di morte da alcuni utenti.

«Uno mi vuole rapare a zero come le fasciste nel dopoguerra (forse non sapendo che venivano anche violentate e uccise, o forse sì), l’altro mi augura di fare direttamente la stessa fine di Mussolini», scrive la leghista Pucciarelli su Facebook, condividendo anche gli screenshot dei messaggi “incriminati”.

«Prima o poi finirai a penzolare come quella m… di Mussolini traditore e infame», si legge nel primo post firmato da GiovaTEK, cioè Giovanni Casciola, che dice di lavorare per informazione antifascista e scrive di abitare a Marsala. Sul suo profilo Facebook anche una foto di Matteo Salvini al posto del giudice Mario Sossi che fu sequestrato dalle Br sotto lo striscione Brigate Rosse.
E proprio un Giovanni Casciola di Marsala – chissà se è la stessa persona – è già finito gli scorsi anni sulle prime pagine dei giornali locali per alcuni gravi atti di violenza, in questo caso non verbale ma fisica.

Un giornale della Polizia Municipale racconta come il 25 aprile del 2013 – data certo indicativa – un certo Giovanni Casciola, che all’epoca aveva 26 anni, aggredì l’ispettore dei vigili urbani di Marsala, Michele Toro – oggi in pensione – e venne poi processato per direttissima e condannato a 4 mesi e 10 giorni di reclusione per i calci e i pugni sferrati in faccia da Casciola in pieno centro storico a Marsala, nei pressi di via Garibaldi.

Secondo quanto scrive il giornale della Polizia Municipale, Casciola avrebbe inseguito l’auto dei vigili con a bordo Antonina Zerilli, capo gabinetto del sindaco Adamo, fino a riuscire a fermarla. A quel punto sarebbe scattata la colluttazione con il vigile urbano che ha avuto la peggio ed è dovuto, poi, ricorrere alle cure del pronto soccorso Paolo Borsellino.
I vigili urbani hanno avuto non poche difficoltà a fermare l’aggressore che si era barricato all’interno della sua abitazione di via Abele Damiani a Marsala ed è stato necessario l’intervento del 118 per ristabilire la calma e per portare il ragazzo di fronte alla magistratura che lo ha condannato.

Sempre allo stesso Giovanni Casciola di Marsala, seguito dai servizi sociali, era stato notificato un divieto di avvicinamento alla madre, Rosetta Daniela Maggio, poi deceduta, di cui sempre l’allora capo di gabinetto del sindaco, la dottoressa Zerilli, era stata nominata tutore per gestirne le finanze e a cui il figlio si rivolgeva in continuazione pretendendo soldi. Proprio nel corso di una di queste richieste di soldi, Casciola aveva cercato di aggredire la Zerilli e quindi il vigile urbano che ne aveva preso le difese finendo, a sua volta, vittima.

L’altro “leone da tastiera” che ha minacciato la leghista Pucciarelli si firma Massimo Bertani, e scrive nel post «Dai che tra poco ti tocca» accompagnandolo con una foto che immortala una donna mentre viene rapata a zero.

Poche parole eloquenti che hanno suscitato l’indignazione della senatrice leghista.
«Persone tristi – commenta la Pucciarelli – Persone piene di rancore che si vantano di difendere la democrazia ma non ne conoscono neppure il significato».

Gli attacchi alla leghista Pucciarelli arrivano a qualche giorno di distanza dalla sua elezione a presidente della Commissione Diritti umani del Senato che ha suscitato polemiche per le dure prese di posizione della leghista nei confronti di immigrati e zingari.

Tra gli atteggiamenti che le vengono contestati quel like messo nel 2017 a un commento di un suo amico, Davide Tempone, di Sarzana, su Facebook, che a proposito degli alloggi popolari per stranieri, si concludeva con la frase «Certe persone andrebbero eliminate dalla graduatoria dal tenore di vita che hanno. E poi vogliono la casa popolare. Un forno gli darei».

Per quel post la leghista Pucciarelli era stata denunciata da Aleksandra Matikj, presidente del Comitato per gli Immigrati e contro ogni forma di discriminazione ma la vicenda era finita con un’archiviazione su richiesta della stessa Procura di La Spezia che non aveva ritenuto di dover procedere. Archiviazione poi confermata anche dal giudice.

Commenti

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  • Giuseppe Tolu 20 novembre 2018

    Che ne sa un caprone di fascismo se non qualche cosa sentita da bande dei circoli sociali e compagni vari. Ci fosse stato per davvero il fascismo, per tutto quello che ha combinato, avrebbe preso tanto di quelle randellate sul groppone che sarebbero piaciute pure a lui. Ma si sa, i caproni vivono di prepotenza nella mandria lisciandosi le corna per le femmine

  • Giuseppe Forconi 20 novembre 2018

    Ma questo soggetto se venisse messo alla gogna nel centro della sua citta’ e preso al tiro a segno con pomodori e ortaggi vari, forse potrebbe dimenticare di fare il bullo.

  • merighifranco1@gmail.com 19 novembre 2018

    I RIFIUTI SOPRATUTTO “TOSSICI” DA ANNI VENGONO ELIMINATI DAL TERMOVALORIZZATORE .
    Mi rendo conto che il principio sia un po’ forte . . . dico quello che penso micca sono un politico !

  • 19 novembre 2018

    Scusate: minacciare

  • 19 novembre 2018

    Miniciare una persona e contro la legge. Mi chiedo perché è fuori a camminare le strade Italiene? In USA sarebbe in un ospitale psichiatrico in carcere.