La bufala dei giornali: chi vota Trump è ignorante e rozzo. Come chi vota Salvini…

Siamo alle solite: persino da un giornale solitamente serio e paludato come la Stampa di Torino giungono pedestri quanto false semplificazioni sugli elettori di Donald Trump. In una rozza e faziosa disamina del voto americano, la Stampa oggi divide gli elettori americani in due grandi blocchi: maschi bianchi ignoranti e contadini con Trump, e donne, laureati, minoranze abitanti delle città contro. È un marchiano quanto ennesimo esempio di disinformazione politica e sociale alla quale siamo sempre più abituati, da qualche anno a questa parte. Incominciò tutto con Berlusconi: chi votava Berlusconi era rozzo, ignorante, ottuso, guardava la tv, mentre chi votava per la sinistra era sensibile, intelligente, colto, democratico, inclusivo e tollerante. Ora ci risiamo, basta sostituire la parola “Berlusconi” con “Salvini“. In questa sciarada della malafede, ci sono anche le ragioni per le quali la sinistra sta perdendo consensi in tutto il mondo, con l’aiuto involontario dei media democratici, disposti sempre a tutto pur di correre in soccorso del vincitore. È una vecchia storia, che va avanti dagli anni Settanta: chi era schierato a sinistra aveva capito tutto, le dinamiche della società, le lotte degli operai, l’arroganza dei padroni; chi era schierato a destra spesso non aveva neanche il diritto di parlare, perché era nemico del popolo. Ma chi l’ha stabilito, poi? E in questo, va detto, almeno in questo, la sinistra è stata capace e lungimirante, lavorando come una formichina per anni per mettere i suoi uomini nei posti-chiave della politica, degli organi di informazione, soprattutto la Rai, nel gangli della pubblica amministrazione, magistratura compresa. Vediamo fior di opinionisti e commentatori ai massimi livelli provenire dalle formazioni più estremiste e violente della storia italiana, da Lotta Continua, all’Autonomia operaia e via dicendo. Però non c’è nessun ex estremista di destra ai vertici della Rai o dei quotidianoni italiani. Per far parte dell’intellighentsia dell’informazione, della upper class dell’opinione, occorre avere certi requisiti: essere antifascisti, innanzittutto, condicio sine qua non, poi simpatizzare per tutte le minoranze, sognare un’Italia invasa da clandestini, meglio se giovani e maschi, avere una certa empatia con le navi delle ogn e per tutte le associazioni sedicenti caritatevoli che si occupano di falsi profughi e fantomatici perseguitati. È il concetto dell’autorazzismo, per cui se sei italiano non hai diritto neanche alla casa popolare. Nel caso americano, poi, l’analisi della Stampa è destituita di ogni veridicità: non è vero che l’elettore di Trump sia ignorante, non sempre è contadino, e certo non è solo maschio bianco. Neri e latinos infatti hanno votato in massa per the Donald, il quale altrimenti non avrebbe vinto. Vero invece è che gli elettori dem sono snob, radical-chic, miliardari, che abitano nei quartieri esclusivi delle metropoli. Insomma, fino a che la Stampa e gli altri giornali “democratici” continueranno con questa mendace rappresentazione della realtà, la sinistra continuerà a perdere. Meglio così.